Daniela Cristofori | Ricordando un Natale durante la pandemia
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Ricordando un Natale durante la pandemia

Durante la #pandemia, nel mese di dicembre del 2020, sono entrata in un #teatro chiuso da mesi per registrare un podcast: il teatro Oscar DeSidera, a causa delle norme anti-COVID, è chiuso dallo scorso marzo e solo varcarne la soglia mi ha dato un senso misto di euforia e di illegalità. Eppure, siamo in pochi in quella platea da 350 posti, siamo in 5. Siamo a norma, abbondantemente.

Ci siamo Io, il regista, l’operatore video, il fonico e un fotografo.

Sto per leggere un racconto di Truman Capote: è la rievocazione di un Natale dell’infanzia di Buddy, un bambino cresciuto nell’Alabama negli anni ’50. Lo faccio nei panni di una bella donna tipicamente anni ’50 e durante il racconto divento Buddy stesso, divento suo padre, divento la sua tata.

La narrazione e la magia della finzione teatrale mi permettono di entrare nelle diverse vite di quei personaggi: sono brevi istanti, eppure intensi. Un po’ come accade quando ascolto le vite dei miei pazienti: ascoltare con attenzione e immedesimarmi per qualche istante in ciò che essi stessi possono aver provato è ciò che io chiamo “contatto”, “connessione”, #empatia.

Da quel momento si dipana la storia della nostra #relazione terapeutica, entrambi entriamo nel flusso di una storia ricca di #emozioni e di #cura.

Entrambi ci incontriamo in un luogo nuovo ed è come stare in cordata, da quel momento: nessuno dei due può mollare l’altro, pena il rischio di mandare a monte la spedizione.

Siamo entrati in una narrazione in cui possiamo riscrivere la fine della storia, aprire nuovi capitoli, rivisitare quelli dolorosi sapendo che non siamo soli, che un altro essere umano è lì accanto, si rende presente e disponibile.

Quella è la cura, quella #presenza che com-patisce, che ac-compagna, che si fa compagnia.

E’ quello che auguro a voi nell’ascolto di questo racconto: vi auguro di entrare nel flusso, di lasciarvi cullare dal racconto e dalle emozioni, per comprendere quale può essere stato il senso di questo particolare Natale nella pandemia. E’ stato, questo, l’augurio nelle intenzioni del Teatro Oscar DeSidera con cui collaboro.

Ed è anche il mio: dunque, buon ascolto e buon viaggio nel flusso delle emozioni di questo podcast.