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	<title>Daniela Cristofori | Corso pratico per genitori "disperati"</title>
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	<description>Psicologa, psicoterapeuta,  yoga e arti espressive</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Sep 2023 13:08:46 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ascoltare il silenzio: La comunicazione non verbale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 08:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi transazionale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ passato<span class="Apple-converted-space">  </span>poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle legate all’emergenza sanitaria e ai beni di prima necessità) e della libera circolazione delle persone.</p>
<p>Siamo in i<b>solamento</b> a casa, e il tema della distanza di sicurezza è diventato di primaria importanza.</p>
<p>Dopo un primo spaesamento iniziale e una reazione creativa con persone affacciate ai balconi a cantare, ballare, applaudire, avverto adesso una specie di “spegnimento” esteriore.</p>
<p>Contemporaneamente sperimento io stessa una situazione paradossale: nel mio isolamento piano piano sta ricreandosi lo stesso vortice di impegni che caratterizzavano la mia vita di “prima”: alle 10 iniziano le call con i pazienti, poi ci sono i parenti da chiamare tutti, quelli che stanno male, quelli che stanno così così, gli amici che lavorano in ospedale… e poi le video conferenze di lavoro, con gli amici, la lezione di pilates su youtube, il corso di cucina per imparare ad impastare, i lavori di casa…figli e mariti o compagni che chiedono più attenzione che mai.</p>
<p>E in poco tempo non vediamo l’ora di andare a dormire la sera, per poi ricominciare così il giorno dopo.</p>
<p>E’ una situazione che accomuna noi terapeuti alle persone con cui lavoriamo, che comprendiamo bene, vivendola noi stessi in primis.</p>
<p>Ecco, forse da qualche parte sta prendendo forma la stessa ingiunzione a SFORZARCI diremmo in <b>Analisi Transazionale</b>, a fare tanto, sempre, a parlare anche con chi prima non sentivamo mai ( e va bene che sia così), a muoverci tanto, in casa, anche più di prima.</p>
<p>Accanto alla bellezza di tutte queste soluzioni attive e creative, vorrei sottolineare che anche il <b>SILENZIO </b>ha la sua <b>bellezza</b>, e che fermarsi ad <b>ascoltare </b>il silenzio è un esercizio che in questo momento di isolamento potremmo fare, sfruttandolo come <b>opportunità</b>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-720 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-768x405.jpg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-700x369.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506.jpg 911w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Un insegnamento zen invita a percepire prima il silenzio tra due note musicali, poi il silenzio delle note stesse.</p>
<p>Gli attori del Living Theatre negli anni 70 amavano entrare in scena, davanti al sipario chiuso, in silenzio e restando immobili a guardare il pubblico in platea per diversi minuti. Ed era interessante notare come la gente in platea manifestasse disagio, cominciasse a muoversi, a farsi domande.</p>
<p>Una bella provocazione.</p>
<p>Che rapporto abbiamo noi oggi con il silenzio? Etimologicamente Silenzio significa “<b>tacere</b>, non fare rumore”. Ecco, siamo in grado noi oggi di tacere, di restare semplicemente in ascolto?</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-719 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-700x467.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505.jpg 719w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto con noi stessi, la pratica del silenzio è una forma altamente comunicativa, una apertura nei confronti del nostro mondo interiore, dei nostri pensieri, desideri, emozioni. Un modo per ascoltare il discorso che continuamente abita la nostra mente.</p>
<p>Difficile. Perché ci spaventa il silenzio, ogni distrazione possibile sembra una difesa per allontanarci da quello spazio, che è invece importante coltivare per la nostra evoluzione come individui. Potremmo dire che il silenzio favorisce l’<b>introspezione</b>, per usare un termine psicologico o psicanalitico.</p>
<p>Se ci spostiamo su un versante relazionale, invece, il silenzio ci apre alla dimensione dell’<b>ascolto dell’altro</b>, ci mostra la bellezza e la potenzialità della <b>comunicazione non verbale</b>: sguardi, gesti, posture, il tono della voce che l’altro sta usando, la velocità o lentezza del suo parlare, se suda, se si mordicchia le unghie…</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-722 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-300x201.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-700x469.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507.jpg 716w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il nostro silenzio di fronte all’altro che parla ci apre un orizzonte di comprensione completamente diverso. Un silenzio attento, e libero da preconcetti e pregiudizi, come se una voce silenziosa ci invitasse “Guarda! Osserva senza giudizio, ascolta senza giudizio”.</p>
<p>Penso al silenzio dell’ascolto nella stanza dell’analisi con i miei pazienti, alle <b>pause</b> che si creano nei nostri dialoghi. Quando, dopo un mio intervento, l’altro fa una pausa di silenzio, capisco che ciò che è stato detto ha centrato un bersaglio, che l’altro ha recepito il messaggio e che questo messaggio, come una freccia, ha aperto una comprensione nuova. Noi psicologi lo chiamiamo <b>INSIGHT</b>: visione interiore. Qui il silenzio è il linguaggio del <b>sentire</b>, della fusione e dell&#8217;<b>empatia</b>.</p>
<p>E’ ciò che porta <b>cambiamento</b>, spinta al cambiamento, cambio di prospettiva.</p>
<p>Allora abbiamo colto nel segno e si crea una atmosfera di vicinanza, di <b>contatto intimo</b> con parti di noi o dell’altro fino a un momento prima sconosciute.</p>
<p>Eric Berne parla in <i>Principi di terapia di gruppo</i> dell’importanza dei primi tre minuti nella stanza dell’analisi. Quei preziosi momenti iniziali in cui la <b>mente sgombra</b>, silenziata, del terapeuta può cogliere meglio i tanti aspetti comunicativi presenti all’inizio di una relazione con i nuovi partecipanti al gruppo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma vale anche per noi: come ci ascoltiamo? Come ci relazioniamo con noi stessi?</p>
<p>Paul Watzlawick e i teorici della comunicazione dicevano che “non si può non comunicare”.</p>
<p>Anche <b>il silenzio è comunicazione</b>. Anche con noi stessi.</p>
<p>Se lo applichiamo alle nostre vite in questo momento di isolamento, può essere foriero di grandi rivelazioni su di noi.</p>
<p>Possiamo approfittare del tempo forte che per il mondo cattolico coincide proprio con questi giorni che conducono alla Pasqua, per fare un <b>“digiuno di parole”</b>. E’ preziosa questa corrispondenza tra un tempo storicamente definito come <b>PASSAGGIO, </b>andare oltre (questo il significato della parola ebraica <i>pesach</i>, Pasqua) e il tempo del nostro restare a casa imposto dall’esterno.</p>
<p>Una restrizione che può diventare un’opportunità. Come ci invita a fare la poetessa milanese Chandra Livia Candiani: una stanza vuota può diventare il rifugio “che ci custodisce e ci rivela tutti interi a noi stessi”. Il suo testo “Il silenzio è cosa viva” parla da sè.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-726 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-300x300.png 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-150x150.png 150w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514.png 480w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Teniamo dunque forte il legame con il <b>respiro </b>nel presente, e con gli altri nella nostra mente e mettiamoci in un’attitudine di silenzio e di ascolto dei nostri pensieri, senza giudicarli. E’ il principio della <b>meditazione</b>.</p>
<p>Cosa ci porterà il nostro silenzio?</p>
<p>Sarà interessante condividere con qualcuno di cui ci fidiamo le nostre scoperte, autentiche e uniche.</p>
<p>Buon ascolto dunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>                                                               Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La physis ai tempi del coronavirus: “nell&#8217;ombra accesa”</title>
		<link>https://danielacristofori.it/la-physis-ai-tempi-del-coronavirus-nellombra-accesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 04:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Dall&#8217;immagine tesa vigilo l&#8217;istante con imminenza di attesa &#8211; e non aspetto nessuno:   nell&#8217;ombra accesa spio il campanello...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-704 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-282x300.jpeg" alt="" width="282" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-282x300.jpeg 282w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-768x818.jpeg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-962x1024.jpeg 962w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-700x745.jpeg 700w" sizes="auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Dall&#8217;immagine tesa</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">vigilo l&#8217;istante</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">con imminenza di attesa &#8211;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">e non aspetto nessuno:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">  nell&#8217;ombra accesa</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">spio il campanello</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">che impercettibile spande</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">un polline di suono &#8211;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">e non aspetto nessuno:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">fra quattro mura</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">stupefatte di spazio</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">più che un deserto</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">non aspetto nessuno.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Ma deve venire,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà, se resisto</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">a sbocciare non visto,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà d&#8217;improvviso,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">quando meno l&#8217;avverto.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Verrà quasi perdono</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">di quanto fa morire,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà a farmi certo</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">del suo e mio tesoro,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà come ristoro</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">delle mie e sue pene,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà, forse già viene</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">il suo bisbiglio.</span></p>
<p style="text-align: center;">(<em>Clemente Rebora)</em></p>
<h6 style="text-align: right;"></h6>
<p style="text-align: left;">Viviamo un tempo complesso. Per la prima volta nella storia, anche noi terapeuti ci troviamo ad attraversare le stesse esperienze dei nostri clienti: alcuni di noi sono ammalati di <b>coronavirus</b>, altri lo sono stati, altri, i più anziani, sono mancati lasciandoci privi della loro presenza e del loro saggio pensiero. Alcuni hanno perso o perderanno familiari, amici, colleghi.</p>
<p>Penso a questa esperienza del <b>lutto</b>, effettivo o solo temuto, che è trasversale nelle vite di terapeuti e pazienti a livello mondiale, per la prima volta nella storia.</p>
<p>Penso alla nostra preoccupazione e alle protezioni circa il contagio da virus, ma penso anche al potenziale di un <b>contagio emotivo</b> diffuso e a come possiamo contribuire noi terapeuti in questo momento.</p>
<p>Posso partire solo dalla mia esperienza e condividere il mio personale modo di far fronte a questa emergenza.Mi vengono in mente gli strumenti che utilizzo nel mio lavoro:<span class="Apple-converted-space">  </span>L’<b>Analisi Transazionale</b>, la <b>teoria sistemica</b>, l’arte del <b>disegno</b> e del <b>teatro </b>e quella più sottile del <b>respiro</b> e delle <b>posture fisiche</b> appresa nei miei tanti anni di pratica e di formazione con l’<b>Hatha Yoga</b>.</p>
<p>Sembrano strumenti apparentemente distanti tra loro, eppure ciò che li armonizza nella mia visione è la possibilità di attivare la <b>Physis,</b> di entrare in contatto con questa forza, di percepirla e di lasciarla fluire.</p>
<p>Ma cos’è la Physis? E’<span class="Apple-converted-space">  </span>Un concetto comunemente tradotto con “natura”, in senso più esteso “<strong>energia</strong>”, nella filosofia indiana possiamo assimilarlo al “Prana”..</p>
<p><b>Eric Berne</b>, fondatore dell’Analisi Transazionale,<span class="Apple-converted-space">  </span>accenna alla Physis, riprendendola dal pensiero antico greco che la definiva il <b>principio vitale</b> <b>delle cose che si generano e crescono</b>. Berne ne parla così:</p>
<p>“La forza di crescita della natura, che trasforma organismi meno evoluti in organismi più evoluti, fa crescere gli embrioni in organismi adulti, fa migliorare la gente malata, mentre chi è già sano lotta per raggiungere i propri ideali” (Berne, 1968)…</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>Più tardi dirà:</p>
<p>“Una forza che spinge gli uomini a crescere, a progredire, a migliorare” (Berne, 1969).</p>
<p>Un’altra terapeuta, Petruska Clarkson, (1993) affermerà:</p>
<p>“Credo che il <b>compito degli psicoterapeuti e degli educatori</b> ora sia quello di permettere alle persone di <b>entrare in contatto con quella forza</b> che è dentro di loro, allo scopo di facilitare la guarigione e l’autorganizzazione. Il compito dello psicoterapeuta è di <b>riaccendere la fiamma che autoguarisce</b> &#8211; la prima scintilla di physis nella persona.”</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-705 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-289x300.jpeg" alt="" width="289" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-289x300.jpeg 289w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-768x797.jpeg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-987x1024.jpeg 987w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-700x726.jpeg 700w" sizes="auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px" /></p>
<p>Prendo questa affermazione come un testimone da portare avanti, mettendomi al servizio di questa forza con fiducia.</p>
<p>In questi tempi in cui si parla di <b>trauma collettivo</b> penso a molti colleghi anche oltre oceano che si occupano di traumi. Al Trauma Center di Boston l’equipe di Van Der Kolk ha introdotto il lavoro con lo <b>yoga</b> e il <b>teatro</b> con i veterani di guerra: i risultati sono eclatanti e scientificamente dimostrati.</p>
<p>In questo tempo di isolamento sociale possiamo appellarci alle facoltà della nostra <b>mente</b>, e nello stesso tempo usare il <b>corpo</b> come uno strumento da allenare per percepire il fluire della forza vitale. Possiamo usare il <b>respiro</b>, di cui ho già parlato, come ponte tra queste due realtà esistenziali. Possiamo entrare nella immobilità del corpo, avendo prima messo a tacere le onde agitate della nostra mente, grazie al controllo del respiro.</p>
<p>Corpo e mente possono dialogare attraverso il respiro e accedere ad uno “stato” di disponibilità pronta ad accogliere la “forza vibrante” della Physis.</p>
<p>Se, per usare la terminologia teatrale di Berne, ognuno di noi ha un suo <b>copione di vita, </b>con personaggi, azioni e diviso in atti, allora possiamo, decidendolo, diventarne <b>attivi costruttori</b>. Possiamo tenere viva questa<strong> luce di vita</strong> mettendoci al fianco di questa forza vitale, che come un Artista a noi sconosciuto va alimentando la nostra storia.</p>
<p>Le circostanze di questa emergenza possono diventare un’occasione per rivolgere il nostro sguardo all’interno di noi e, una volta placate le onde agitate della mente con il respiro, abbandonarci con <b>fiducia</b> al lavoro silenzioso del nostro artista/regista interno. Possiamo, ognuno secondo il suo estro creativo, creare delle <b>aperture al lavoro della Physis</b>, la forza della natura che fa crescere ed evolvere tutte le cose. Che rimane, come nelle parole del poeta, <strong>“nell’ombra accesa”</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il respiro per affrontare la paura del coronavirus</title>
		<link>https://danielacristofori.it/il-respiro-per-affrontare-la-paura-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 13:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
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		<category><![CDATA[yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[Contro le paure scatenate dal Coronavirus, praticare il respiro consapevole può essere un valido aiuto. Vediamo come.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Torno finalmente a scrivere dopo un lungo periodo di <b>isolamento</b> per una febbre<span class="Apple-converted-space">  </span>che non accennava ad andarsene.</p>
<p>Ho attraversato, oltre allo spossamento fisico della febbre, la navigazione nel mare agitato della <b>mente spaventata</b>: dalle mille domande, dalle <b>paure profonde</b> che nemmeno sapevo essere lì, nascoste eppure d’improvviso rumorose. Sarà <b>Coronavirus</b>?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Sappiamo tutti che un discorso interno ci parla ininterrottamente, che i nostri pensieri sono come una collana di perle infinite: ed ecco un pensiero che arriva, e poi eccone un altro che ci mettiamo a seguire e che poi sfuma in un altro ancora. Partiamo con la paura della febbre, poi vediamo il volto di un nostro amico che dovevamo chiamare e non abbiamo chiamato, infine ci troviamo a pensare alla spesa che dobbiamo ancora fare. E via così, di continuo.</p>
<p>Per trovare un po’ di pace, oltre ai momenti di sonno (non sempre sereno), possiamo imparare a <b>fermare il flusso dei pensieri </b>semplicemente respirando profondamente ed osservandoli senza giudicarli. Mettendoci in una posizione comoda, che possiamo mantenere almeno per una decina di minuti, ci possiamo permettere il lusso di <b>chiudere gli occhi</b>, di escludere dalla nostra coscienza gli stimoli visivi e di concentrarci prima per qualche istante sui suoni che provengono dall’esterno.</p>
<p>Poi, gradualmente, possiamo cominciare ad <b>ascoltare il flusso del nostro respiro</b>, con calma, senza alterare il suo ritmo naturale.<span class="Apple-converted-space"> <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-696 alignleft" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_0089-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_0089-300x200.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_0089.jpg 618w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p>E’ potente ascoltare il ritmo del nostro respiro, ci fa inoltrare in un territorio delicato, intimo, il luogo della <b>vita che ci abita</b>, che è sempre lì, anche se noi non ce ne rendiamo conto. Stare in silenzio ad ascoltare il respiro che ci abita, che si dispiega dall’addome fino al torace e alla parte alta dei polmoni, ci porta in una dimensione più vasta, sembra di volare, di percepire il movimento della cassa toracica come quella di <b>potenti ali </b>che si dischiudono dentro di noi.</p>
<p>RESPIRARE, ascoltando e visualizzando il movimento continuo del nostro <b>diaframma,</b> un muscolo potente che permette l’apertura della nostra cassa toracica mentre i polmoni si riempiono di aria.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-695 alignright" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_5795-223x300.jpeg" alt="" width="223" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_5795-223x300.jpeg 223w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_5795-768x1033.jpeg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_5795-761x1024.jpeg 761w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/03/IMG_5795-700x942.jpeg 700w" sizes="auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px" /></p>
<p>Il respiro è proprio la funzione vitale che viene colpita da questo tremendo virus, i polmoni l’organo bersaglio colpito in modo pericoloso per la vita.</p>
<p><b>RESPIRARE PROFONDAMENTE</b> per calmare la mente, le onde dei pensieri, della paura, abbassare la frequenza dei battiti, introdurre un nuovo ritmo. Questa sembra essere la cura più efficace in momenti come questi.</p>
<p>Imparare ad attendere, a vivere connessi con il proprio respiro invece che subirlo, ascoltandolo come se fosse una autodiagnosi di equilibrio e buona salute: questo possiamo decidere di farlo in qualunque momento.</p>
<p>E’ quello che insegno ai miei pazienti mentre imparano a guardare i loro pensieri, la qualità dei loro pensieri e delle loro emozioni.</p>
<p>Lentamente, qualcosa si scioglie, si libera dentro e fuori di noi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La quarantena può essere un modo per esercitarsi nell’<b>arte dell’ascolto e del controllo del respiro</b>. Nella filosofia<strong> yoga</strong> questa arte si chiama <b>Pranayama</b>.</p>
<p>Il vostro sistema immunitario vi ringrazierà. E anche la vostra mente.</p>
<p>Siete pronti per questo viaggio dentro il vostro respiro?</p>
<p>Fatemi sapere com’è andata.</p>
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