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	<title>Daniela Cristofori | Corso pratico per genitori "disperati"</title>
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	<description>Psicologa, psicoterapeuta,  yoga e arti espressive</description>
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		<title>Pillole di psicologia &#8211; pt. 3</title>
		<link>https://danielacristofori.it/pillole-di-psicologia-3-in-collaborazione-con-il-teatro-desidera-oscar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi transazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo video andiamo a conoscere GLI INQUILINI DEL CERVELLO, un testo che con ironia e humor ci aiuta a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo video andiamo a conoscere GLI INQUILINI DEL CERVELLO, un testo che con ironia e humor ci aiuta a liberarci di personaggi fastidiosi che ostacolano il nostro benessere psicologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="PILLOLE DI PSICOLOGIA con D. CRISTOFORI (ep. 3: &quot;Gli inquilini del cervello&quot;)" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/xxFYj5LK2bE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il teatro e la mente</title>
		<link>https://danielacristofori.it/il-teatro-e-la-mente-ai-tempi-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 11:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Date parole al vostro dolore altrimenti il vostro cuore si spezza. (Shakespeare, da “Macbeth”) Nel silenzio di queste giornate al...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">Date parole al vostro dolore altrimenti il vostro cuore si spezza.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><i>(Shakespeare, da “Macbeth”)</i></span></p>
<p>Nel silenzio di queste giornate al sicuro nelle nostre case, penso a quanto sia importante trovare il modo di esprimere i nostri sentimenti, le nostre <b>emozioni </b>e di connetterci con esse.</p>
<p>Ho sempre provato un’attrazione per il <b>teatro</b>, per la sua immensa capacità di dare forma alle mie <b>fantasie</b> di bambina, di incarnare in un <b>personaggio</b> che magari sembrava distante da me, <b>parole</b> che non avrei osato rivelare neanche a me stessa.</p>
<p>Questa è la potenza del teatro, del grande <b>gioco del teatro</b>.</p>
<p>Una potenza che scoprii a fondo durante la mia formazione come regista e che mi fece decidere per la mia successiva formazione in psicologia e psicoterapia. Quel <b>“CONOSCI TE STESSO”</b> inscritto nel tempio di Apollo a Delfi nell’antica Grecia e che gli attori dell’ Actor’s Studio di New York mettevano alla base del loro lavoro, mi accompagnò durante la mia formazione e oggi si fa sentire più che mai. Il “lockdown” che ancora viviamo amplifica l’eco di queste parole che giungono da lontano nel tempo.</p>
<p>Il legame tra Teatro e psicologia è stato esplorato dallo stesso <b>Freud</b>, che era molto attratto dal contenuto e dal modo della narrazione teatrale. Come ci racconta <strong>Fausto Petrella</strong> nel suo libro “La mente come teatro” :</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-735 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1879-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1879-202x300.jpg 202w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1879.jpg 430w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" /></p>
<p>“<i>Il teatro e la </i><b><i>psicanalisi </i></b><i>sono intimamente connessi, Freud ha sovente fatto riferimento alla chiaroveggente </i><b><i>coscienza dei grandi tragici,</i></b><i> da </i><i>Sofocle</i><i> (</i>Freud ne trasse il complesso di Edipo, ndr<i>) a </i><i>Shakespeare</i><i>, e alla loro </i><b><i>conoscenza psicologica dell’uomo</i></b><i>. </i><i>Freud li considerò da sempre<span class="Apple-converted-space">  </span>dei precursori, che sembravano aver saputo da sempre quanto egli andava scoprendo con i suoi metodi analitici in se stesso e nei suoi pazienti”.</i></p>
<p>Inoltre, continua Petrella :</p>
<p><i>“Il teatro viene accostato da Freud al </i><b><i>gioco infantile</i></b><i>, ma in un modo particolare: il bambino mette in scena attivamente e per gioco l’esperienza spiacevole che ha subito. Cioè la imita. (&#8230;). </i><i>Per Freud l</i><b><i>’imitazione artistica </i></b><i>trova il suo motivo fondamentale nel </i><b><i>tentativo di dominare il dolore</i></b><i>&#8220;.</i></p>
<p>Grazie al teatro, quindi, “si realizza una forma di conoscenza psicologica dell’uomo”.</p>
<p>Per non parlare del legame tra l’attività mentale del <b>sogno e </b>il modo di rappresentare che il <b>teatro</b> utilizza: siamo sempre in <b>luogo</b>, in un certo <b>tempo</b>, con certi <b>personaggi</b>, <b>oggetti</b>, <b>parole</b>, <b>storie</b> o frammenti di storie che si raccontano nella nostra mente.<span class="Apple-converted-space">  </span>Possiamo quindi davvero paragonare <b>la nostra mente</b> ad <b>un palcoscenico vivo</b> e sempre pronto per ospitare storie.</p>
<p>Possiamo allora chiederci:</p>
<p>Cosa accade nella nostra mente in questi giorni? Quale copione si rappresenta? Quali personaggi? Fra questi ci siamo anche noi? Cosa ci diciamo?</p>
<p>Sono certa che ognuno di noi può rispondere a queste domande e anche chiedersi se ha voglia di cambiare qualcosa.</p>
<p>Buona visione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">Sappiamo ciò che siamo ma non quello che potremmo essere.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><i>(Shakespeare, da “Amleto”)</i></span></p>
<p style="text-align: right;"><i> Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
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		<title>Ascoltare il silenzio: La comunicazione non verbale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 08:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ passato  poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ passato<span class="Apple-converted-space">  </span>poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle legate all’emergenza sanitaria e ai beni di prima necessità) e della libera circolazione delle persone.</p>
<p>Siamo in i<b>solamento</b> a casa, e il tema della distanza di sicurezza è diventato di primaria importanza.</p>
<p>Dopo un primo spaesamento iniziale e una reazione creativa con persone affacciate ai balconi a cantare, ballare, applaudire, avverto adesso una specie di “spegnimento” esteriore.</p>
<p>Contemporaneamente sperimento io stessa una situazione paradossale: nel mio isolamento piano piano sta ricreandosi lo stesso vortice di impegni che caratterizzavano la mia vita di “prima”: alle 10 iniziano le call con i pazienti, poi ci sono i parenti da chiamare tutti, quelli che stanno male, quelli che stanno così così, gli amici che lavorano in ospedale… e poi le video conferenze di lavoro, con gli amici, la lezione di pilates su youtube, il corso di cucina per imparare ad impastare, i lavori di casa…figli e mariti o compagni che chiedono più attenzione che mai.</p>
<p>E in poco tempo non vediamo l’ora di andare a dormire la sera, per poi ricominciare così il giorno dopo.</p>
<p>E’ una situazione che accomuna noi terapeuti alle persone con cui lavoriamo, che comprendiamo bene, vivendola noi stessi in primis.</p>
<p>Ecco, forse da qualche parte sta prendendo forma la stessa ingiunzione a SFORZARCI diremmo in <b>Analisi Transazionale</b>, a fare tanto, sempre, a parlare anche con chi prima non sentivamo mai ( e va bene che sia così), a muoverci tanto, in casa, anche più di prima.</p>
<p>Accanto alla bellezza di tutte queste soluzioni attive e creative, vorrei sottolineare che anche il <b>SILENZIO </b>ha la sua <b>bellezza</b>, e che fermarsi ad <b>ascoltare </b>il silenzio è un esercizio che in questo momento di isolamento potremmo fare, sfruttandolo come <b>opportunità</b>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-720 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-768x405.jpg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-700x369.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506.jpg 911w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Un insegnamento zen invita a percepire prima il silenzio tra due note musicali, poi il silenzio delle note stesse.</p>
<p>Gli attori del Living Theatre negli anni 70 amavano entrare in scena, davanti al sipario chiuso, in silenzio e restando immobili a guardare il pubblico in platea per diversi minuti. Ed era interessante notare come la gente in platea manifestasse disagio, cominciasse a muoversi, a farsi domande.</p>
<p>Una bella provocazione.</p>
<p>Che rapporto abbiamo noi oggi con il silenzio? Etimologicamente Silenzio significa “<b>tacere</b>, non fare rumore”. Ecco, siamo in grado noi oggi di tacere, di restare semplicemente in ascolto?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-719 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-700x467.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505.jpg 719w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto con noi stessi, la pratica del silenzio è una forma altamente comunicativa, una apertura nei confronti del nostro mondo interiore, dei nostri pensieri, desideri, emozioni. Un modo per ascoltare il discorso che continuamente abita la nostra mente.</p>
<p>Difficile. Perché ci spaventa il silenzio, ogni distrazione possibile sembra una difesa per allontanarci da quello spazio, che è invece importante coltivare per la nostra evoluzione come individui. Potremmo dire che il silenzio favorisce l’<b>introspezione</b>, per usare un termine psicologico o psicanalitico.</p>
<p>Se ci spostiamo su un versante relazionale, invece, il silenzio ci apre alla dimensione dell’<b>ascolto dell’altro</b>, ci mostra la bellezza e la potenzialità della <b>comunicazione non verbale</b>: sguardi, gesti, posture, il tono della voce che l’altro sta usando, la velocità o lentezza del suo parlare, se suda, se si mordicchia le unghie…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-722 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-300x201.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-700x469.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507.jpg 716w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il nostro silenzio di fronte all’altro che parla ci apre un orizzonte di comprensione completamente diverso. Un silenzio attento, e libero da preconcetti e pregiudizi, come se una voce silenziosa ci invitasse “Guarda! Osserva senza giudizio, ascolta senza giudizio”.</p>
<p>Penso al silenzio dell’ascolto nella stanza dell’analisi con i miei pazienti, alle <b>pause</b> che si creano nei nostri dialoghi. Quando, dopo un mio intervento, l’altro fa una pausa di silenzio, capisco che ciò che è stato detto ha centrato un bersaglio, che l’altro ha recepito il messaggio e che questo messaggio, come una freccia, ha aperto una comprensione nuova. Noi psicologi lo chiamiamo <b>INSIGHT</b>: visione interiore. Qui il silenzio è il linguaggio del <b>sentire</b>, della fusione e dell&#8217;<b>empatia</b>.</p>
<p>E’ ciò che porta <b>cambiamento</b>, spinta al cambiamento, cambio di prospettiva.</p>
<p>Allora abbiamo colto nel segno e si crea una atmosfera di vicinanza, di <b>contatto intimo</b> con parti di noi o dell’altro fino a un momento prima sconosciute.</p>
<p>Eric Berne parla in <i>Principi di terapia di gruppo</i> dell’importanza dei primi tre minuti nella stanza dell’analisi. Quei preziosi momenti iniziali in cui la <b>mente sgombra</b>, silenziata, del terapeuta può cogliere meglio i tanti aspetti comunicativi presenti all’inizio di una relazione con i nuovi partecipanti al gruppo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma vale anche per noi: come ci ascoltiamo? Come ci relazioniamo con noi stessi?</p>
<p>Paul Watzlawick e i teorici della comunicazione dicevano che “non si può non comunicare”.</p>
<p>Anche <b>il silenzio è comunicazione</b>. Anche con noi stessi.</p>
<p>Se lo applichiamo alle nostre vite in questo momento di isolamento, può essere foriero di grandi rivelazioni su di noi.</p>
<p>Possiamo approfittare del tempo forte che per il mondo cattolico coincide proprio con questi giorni che conducono alla Pasqua, per fare un <b>“digiuno di parole”</b>. E’ preziosa questa corrispondenza tra un tempo storicamente definito come <b>PASSAGGIO, </b>andare oltre (questo il significato della parola ebraica <i>pesach</i>, Pasqua) e il tempo del nostro restare a casa imposto dall’esterno.</p>
<p>Una restrizione che può diventare un’opportunità. Come ci invita a fare la poetessa milanese Chandra Livia Candiani: una stanza vuota può diventare il rifugio “che ci custodisce e ci rivela tutti interi a noi stessi”. Il suo testo “Il silenzio è cosa viva” parla da sè.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-726 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-300x300.png 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-150x150.png 150w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514.png 480w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Teniamo dunque forte il legame con il <b>respiro </b>nel presente, e con gli altri nella nostra mente e mettiamoci in un’attitudine di silenzio e di ascolto dei nostri pensieri, senza giudicarli. E’ il principio della <b>meditazione</b>.</p>
<p>Cosa ci porterà il nostro silenzio?</p>
<p>Sarà interessante condividere con qualcuno di cui ci fidiamo le nostre scoperte, autentiche e uniche.</p>
<p>Buon ascolto dunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>                                                               Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
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