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	<title>Daniela Cristofori | Corso pratico per genitori "disperati"</title>
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	<link>https://danielacristofori.it</link>
	<description>Psicologa, psicoterapeuta,  yoga e arti espressive</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Jan 2024 10:57:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Spettacolo &#8220;Litigardanzando&#8221;</title>
		<link>https://danielacristofori.it/litigardanzando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 22:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[benesseredicoppia]]></category>
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					<description><![CDATA[di e con Daniela Cristofori e Giacomo Poretti &#160; Una Lei e un Lui immaginari e ipotetici si incontrano in...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span style="color: #800000;">di e con <em>Daniela Cristofori</em> e <em>Giacomo Poretti</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Una Lei e un Lui immaginari e ipotetici si incontrano in un luogo senza un tempo, e affrontano un dialogo serrato sul significato di essere coppia. Chi ha voluto per forza metterli insieme? Le loro diversità sono innumerevoli.</p>
<p class="p1">Pare che già Adamo ed Eva fossero incompatibili e che la vita in condivisione, per non parlare di figli, abbia da subito nella storia umana creato dissidi e conflitti apparentemente insolubili.</p>
<p class="p1">Eppure… l’uomo e la donna continuamente si attraggono.</p>
<p class="p1">Il testo attraversa la storia della coppia nel punto in cui tutto sembra essere sul punto di strapparsi: <b>il litigio</b>.<span class="Apple-converted-space">  </span>Dal primo appuntamento, alla convivenza in casa e in automobile, fino alle decisioni da prendere sull’educazione dei figli, la coppia attraversa un percorso a ostacoli dove la seduzione della <b>libertà </b>è sempre in agguato per riportare i due alle loro vite separate, inconciliabili: si vorrebbe quasi una eterna adolescenza, un ritorno al mondo in cui tutto era ipoteticamente possibile.<span class="Apple-converted-space">  </span>Cosa farà cambiare idea ai due?</p>
<ul class="ul1">
<li class="li1">Il testo propone Un’<b>arma punto di vista</b>, un oggetto surreale che, puntato contro l’altro, lo investirà del potere di entrare nella mente dell’altro e comprenderne le motivazioni, il sentire. E’ un invito alla <b>comunicazione empatica</b>, allo stare connessi, a fare dell’integrazione un modus vivendi.</li>
</ul>
<ul class="ul1">
<li class="li1">La metafora della <b>danza</b> unita a quella delle molecole di ossigeno e idrogeno che tengono insieme l’<b>acqua</b>, conducono il pubblico a riflettere sulla possibilità di continuare a camminare insieme, perché così è, per una legge alchemica misteriosa ed eterna che sottende ai <b>legami.</b></li>
</ul>
<ul class="ul1">
<li class="li1">Tutto è possibile nel rispetto dell’altro e nell’uso della <b>gentilezza</b>, della cortesia. Anche lo sciogliersi dei dissidi, delle liti. L’uso dell’<b>umorismo come forma di intelligenza sottile</b> e alternativa al freddo ragionamento, pare uno strumento fondamentale per non finire seppelliti dai propri Ego che esigono di avere per intero la loro scena, di imporsi sull’altro. Perfino i difetti dell’altro possono così apparire sotto una luce diversa.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Il testo contiene Un invito a comunicare e a danzare, tenendo aperto il dialogo e nello stesso tempo la bellezza delle singole diversità. L’uomo e la donna, esseri diversi ma fatti per essere complementari e dinamici.</p>
<p class="p1">Il tempo fa un salto, alla fine, per aprire uno squarcio su un futuro dove i due sono già anziani, hanno superato le loro dissintonie e vivono giocando una commedia in cui agli occhi della gente recitano una farsa tragica, mentre in realtà convivono in una intimità tenera e duratura.</p>
<p class="p1">C’è il sapore di un ritorno ad altri tempi: forse dopo il lockdown, che ha costretto molte coppie ad una convivenza forzata, abbiamo ora la possibilità di ripensare alla coppia e al nostro modo di intendere la libertà.</p>
<p class="p1">Lo spettacolo in forma di reading teatrale, dopo un primo debutto al Teatro Lab-Arca di Milano, ha inaugurato la prima stagione teatrale 2019-2020 del <a href="https://www.oscar-desidera.it/">Teatro Oscar deSidera</a> di Milano ed è stato anche adattato per una messinscena online dedicata al benessere delle coppie durante il Lockdown, in una serata organizzata dall’Ordine degli Psicologi di Lecco.</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
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		<title>Fare amicizia con gli inquilini nel nostro cervello</title>
		<link>https://danielacristofori.it/fare-amicizia-con-gli-inquilini-nel-nostro-cervello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 13:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi transazionale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[daniela cristofori]]></category>
		<category><![CDATA[inquilini del cervello]]></category>
		<category><![CDATA[nemici interni]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando siamo sotto stress, come in questo momento storico, tendiamo in maniera inconscia a ripetere un nostro vecchio copione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando siamo sotto stress, come in questo momento storico, tendiamo in maniera inconscia a ripetere un nostro vecchio copione di vita.</p>
<p><strong>Sul palcoscenico della nostra mente potrebbero entrare in scena personaggi poco piacevoli</strong><strong>, che ostacolano il nostro pensiero, i nostri sentimenti e influenzano i nostri comportamenti, verso noi stessi e verso gli altri.</strong></p>
<p>Mary Goulding, analista transazionale attiva negli Stati Uniti negli anni ’70-&#8217;80, nel suo testo <strong>“Gli inquilini del cervello”</strong> ci mette a disposizione un modo divertente per mettere a tacere quegli scomodi ospiti, i nostri <strong>NEMICI INTERNI</strong>, e, al loro posto, invitare a altri personaggi sulla scena, i nostri migliori <strong>ALLEATI INTERNI</strong>.</p>
<p>Provo una intima simpatia per Mary, che non ho avuto il piacere di incontrare, perché dopo aver confessato apertamente di essere stata <strong>depressa</strong> per lunghissimi anni, ha escogitato uno <strong>strumento straordinario per uscirne, usando l’ironia e lo humour</strong>.<br />
Scrive Mary nel testo:</p>
<p><em>“all’inizio della mia formazione come psicoterapeuta, la consegna prevedeva un comportamento assolutamente severo e dignitoso. … non avevo mai sentito che un terapeuta raccomandasse lo humour come strumento terapeutico. (…) Iniziai a studiare Analisi Transazionale con Bob Goulding, allievo di Berne, che possedeva una acuta attenzione all’interlocutore, uno spirito brillante e un forte senso dell’umorismo.(…) Ebbi così l’occasione di sperimentare quali profonde affinità esistano tra una franca risata e il cambiamento di vita. Ridere e cambiare se stessi vanno d’accordo!”</em></p>
<p>Da questo loro incontro nasce prima una collaborazione professionale, poi Mary e Bob nel 1970 si sposano e da allora, nell’ambiente degli analisti transazionali, furono sempre chiamati “i Goulding”. Pubblicarono anche un testo del loro lavoro con i gruppi che si chiama “Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale”.</p>
<p>Durante i suoi seminari terapeutici di gruppo, insieme al marito Bob, Mary ripeteva i <strong>principi teorici di base</strong> del suo metodo:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">tu sei responsabile del tuo comportamento</span><br />
<span style="color: #993300;">tu sei responsabile dei tuoi pensieri</span><br />
<span style="color: #993300;">tu sei responsabile dei tuoi sentimenti</span><br />
<span style="color: #993300;">tu sei responsabile del tuo corpo.</span></p>
<p>E’ <strong>uno spostamento forte dalla passività</strong> di chi si mantiene inconsciamente in uno stato depressivo, <strong>alla posizione attiva e piena di risorse</strong> di chi realizza la sua parte di responsabilità in quello che le accade, cosa tipica del copione inconscio.<br />
In questo approccio tutto incentrato sul concetto di decisione è naturale farsi alcune domande:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">ma se tutto lo decido io, chi nella mia testa, decide cosa scegliere?</span><br />
<span style="color: #993300;">chi crea confusione nella mia mente?</span></p>
<p>La risposta risiede nel come è organizzata la nostra mente, cioè come un vero teatro:</p>
<p><em>“<strong>ogni persona nel suo cervello possiede un intero cast di attori:</strong> eroi e codardi, pensatori e stupidi, collaboratori e orchi. li abbiamo raccolti nei lunghi anni della crescita. siamo così abituati a loro che forse non ci accorgiamo nemmeno di quanto ingombrino. molti magari sono addirittura superflui o addirittura dannosi”.</em></p>
<p><strong>E’ importante imparare a riconoscere questi personaggi,</strong> riconoscerne le voci, i messaggi che ci mandano. Mary ci propone un modo divertente e gentile per liberarcene, o meglio per invitarli ad andarsene:</p>
<p><em>“perché <strong>le loro voci feriscono, e continuano a ferire.</strong> Anche se crescendo ti sei talmente abituato alla loro presenza, da non poter neanche pensare a una vita felice senza di loro.”</em></p>
<p>Eppure le ferite che queste voci ci causano <strong>possono renderci cronicamente tristi, arrabbiati, ansiosi, o vergognosi.</strong> Le nostre reazioni a questi “mostri” che recitano sempre la stessa parte <strong>possono crearci una continua tensione e limitare la nostra capacità di pensiero”.</strong></p>
<p>Come prima cosa dunque, con accuratezza e gentilezza, <strong>potremmo cominciare ad affacciarci sul nostro mondo interno</strong>, per conoscere, apprezzare le motivazioni di questi nemici interni. E poi, dopo averli ringraziati per i messaggi che vogliono portarci, <strong>congedarli.</strong></p>
<p>Vedremo in seguito come invitare i nostri alleati.</p>
<p>Per ora, alleniamo la nostra fantasia, muniamoci di una buona dose di umorismo e compassione, prepariamo l’entrata in scena dei sostituti buoni, e cominciamo la cacciata dei fantasmi: un po’ come nel film “Ghostbuster”.</p>
<p>Con grande pazienza; in fondo qualcuno disse molto tempo fa:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">“AMATE I VOSTRI NEMICI”.</span></p>
<p>Buono spettacolo!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniela Cristofori, </em><em>psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pillole di psicologia &#8211; pt. 3</title>
		<link>https://danielacristofori.it/pillole-di-psicologia-3-in-collaborazione-con-il-teatro-desidera-oscar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi transazionale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo video andiamo a conoscere GLI INQUILINI DEL CERVELLO, un testo che con ironia e humor ci aiuta a liberarci di personaggi fastidiosi che ostacolano il nostro benessere psicologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="PILLOLE DI PSICOLOGIA con D. CRISTOFORI (ep. 3: &quot;Gli inquilini del cervello&quot;)" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/xxFYj5LK2bE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Liberi di cambiare il proprio copione</title>
		<link>https://danielacristofori.it/liberi-di-cambiare-il-proprio-copione-il-lockdown-come-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 06:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
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					<description><![CDATA[Stiamo vivendo una situazione di privazione della libertà che non ha precedenti. Uno dei valori fondanti della nostra civiltà moderna,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo vivendo una situazione di privazione della libertà che non ha precedenti. Uno dei valori fondanti della nostra civiltà moderna, <b>la LIBERTA’</b>, è fortemente limitato a causa di un virus.</p>
<p>Il tempo a casa è molto, <b>la routine</b> quotidiana al limite della sopportabilità. Le relazioni ridotte ad una modalità bidimensionale da uno schermo che ci separa e nello stesso tempo ci tiene uniti gli uni agli altri.</p>
<p>Mai come ora siamo grati alla tecnologia che ci consente di mantenere il contatto con il mondo, con gli altri.</p>
<p>Così coltiviamo le relazioni e i nostri interessi forse come non mai, visitiamo musei virtuali del più sperduto angolo di mondo, impariamo ogni genere di arte da tutorial visti su internet, eppure… ci accorgiamo anche di quanti <b>comportamenti ripetitivi</b> ci contraddistinguono. I gesti tanto familiari delle persone con cui viviamo ci appaiono sotto una lente ad ingrandimento. Talvolta ci sembrano insopportabili, oppure, se viviamo soli, ci scopriamo per certi versi insopportabili a nostra volta.</p>
<p>Ora che abbiamo la possibilità di osservarci, in questo strano silenzio, in questa inusuale lentezza, forse siamo giunti alla conclusione, dopo più di un mese, che alcuni dei nostri <b>schemi comportamentali</b>, delle nostre <b>reazioni emotive</b>, in questa situazione di emergenza, ci sembrano assurdi e desidereremmo <b>cambiarli</b>. Forse, senza volerlo, ci scopriamo a pensare che vorremmo uscire da questa situazione trasformati, modificati.</p>
<p>Questi schemi comportamentali ripetitivi, questi modi di reagire alle situazioni, che ormai conosciamo bene e che vorremmo forse cambiare perché non ci soddisfano più, secondo l’<b>Analisi Transazionale </b>si chiamano <span style="color: #993300;"><b>COPIONI DI VITA</b></span>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-744 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2024-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2024-300x222.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2024.jpg 651w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Cos’è un copione per Eric Berne?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">«un piano di vita inconscio».</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><i>«un piano di vita che si basa su di una decisione presa durante l&#8217;infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli avvenimenti successivi, e che culmina in una scelta decisiva». </i></span></p>
<p>Questo complesso concetto è il cuore della teoria di Berne, sottolinea l’<b>aspetto<span class="Apple-converted-space">  </span>decisionale</b> nella nostra vita e il fatto che, essendo preso in giovanissima età, rimane attivo in maniera automatica e ripetitiva, è inconscio.<span class="Apple-converted-space">  </span>Essendo basato su una <b>strategia di sopravvivenza</b> utile in quel momento, esso <b>si attiva quando siamo stressati</b>, stanchi, ci sentiamo minacciati o sotto pressione: noi analisti transazionali diciamo allora che “entriamo nel nostro copione”.</p>
<p>In questa situazione di emergenza è facile ricadere nel proprio copione, dove ci sono eroi, eroine, personaggi buoni e cattivi, protagonisti e comparse. Forse ci scopriamo a <b>recitare sempre la stessa parte</b>, a provare sempre le stesse <b>emozioni negative</b>:</p>
<p>sono sempre quello che si arrabbia?</p>
<p>sono sempre quello che si lamenta?</p>
<p>sono sempre quello che si deprime?</p>
<p>penso sempre che il virus (le difficoltà) ce l’abbia con me?</p>
<p>La buona notizia è che, con una buona riflessione e un buon lavoro su di noi, <b>possiamo</b> <b>decidere di non ripetere un copione</b> che abbiamo deciso tantissimo tempo fa. Ora siamo adulti, ora le nostre condizioni di vita sono cambiate e anche le persone che ci circondano.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-743 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2023-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2023-300x164.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2023.jpg 620w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Come un attore che recita più personaggi, <b>possiamo decidere di cambiare ruolo</b> o altri aspetti del nostro copione.</p>
<p>Anche questo è un modo per esprimere la nostra libertà: darci il tempo di pensare e di scegliere consapevolmente come agire emotivamente e psicologicamente al cambiamento in atto nella nostra vita.</p>
<p>Una possibilità che la vita ci offre e che possiamo cogliere in modo creativo.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">“Tutto il mondo è un <strong>teatro</strong> e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti”.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><i>(William Shakespeare, Come vi piace)</i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ascoltare il silenzio: La comunicazione non verbale</title>
		<link>https://danielacristofori.it/ascoltare-il-silenzio-la-comunicazione-non-verbale-ai-tempi-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 08:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ passato  poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ passato<span class="Apple-converted-space">  </span>poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle legate all’emergenza sanitaria e ai beni di prima necessità) e della libera circolazione delle persone.</p>
<p>Siamo in i<b>solamento</b> a casa, e il tema della distanza di sicurezza è diventato di primaria importanza.</p>
<p>Dopo un primo spaesamento iniziale e una reazione creativa con persone affacciate ai balconi a cantare, ballare, applaudire, avverto adesso una specie di “spegnimento” esteriore.</p>
<p>Contemporaneamente sperimento io stessa una situazione paradossale: nel mio isolamento piano piano sta ricreandosi lo stesso vortice di impegni che caratterizzavano la mia vita di “prima”: alle 10 iniziano le call con i pazienti, poi ci sono i parenti da chiamare tutti, quelli che stanno male, quelli che stanno così così, gli amici che lavorano in ospedale… e poi le video conferenze di lavoro, con gli amici, la lezione di pilates su youtube, il corso di cucina per imparare ad impastare, i lavori di casa…figli e mariti o compagni che chiedono più attenzione che mai.</p>
<p>E in poco tempo non vediamo l’ora di andare a dormire la sera, per poi ricominciare così il giorno dopo.</p>
<p>E’ una situazione che accomuna noi terapeuti alle persone con cui lavoriamo, che comprendiamo bene, vivendola noi stessi in primis.</p>
<p>Ecco, forse da qualche parte sta prendendo forma la stessa ingiunzione a SFORZARCI diremmo in <b>Analisi Transazionale</b>, a fare tanto, sempre, a parlare anche con chi prima non sentivamo mai ( e va bene che sia così), a muoverci tanto, in casa, anche più di prima.</p>
<p>Accanto alla bellezza di tutte queste soluzioni attive e creative, vorrei sottolineare che anche il <b>SILENZIO </b>ha la sua <b>bellezza</b>, e che fermarsi ad <b>ascoltare </b>il silenzio è un esercizio che in questo momento di isolamento potremmo fare, sfruttandolo come <b>opportunità</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-720 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-768x405.jpg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-700x369.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506.jpg 911w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Un insegnamento zen invita a percepire prima il silenzio tra due note musicali, poi il silenzio delle note stesse.</p>
<p>Gli attori del Living Theatre negli anni 70 amavano entrare in scena, davanti al sipario chiuso, in silenzio e restando immobili a guardare il pubblico in platea per diversi minuti. Ed era interessante notare come la gente in platea manifestasse disagio, cominciasse a muoversi, a farsi domande.</p>
<p>Una bella provocazione.</p>
<p>Che rapporto abbiamo noi oggi con il silenzio? Etimologicamente Silenzio significa “<b>tacere</b>, non fare rumore”. Ecco, siamo in grado noi oggi di tacere, di restare semplicemente in ascolto?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-719 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-700x467.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505.jpg 719w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto con noi stessi, la pratica del silenzio è una forma altamente comunicativa, una apertura nei confronti del nostro mondo interiore, dei nostri pensieri, desideri, emozioni. Un modo per ascoltare il discorso che continuamente abita la nostra mente.</p>
<p>Difficile. Perché ci spaventa il silenzio, ogni distrazione possibile sembra una difesa per allontanarci da quello spazio, che è invece importante coltivare per la nostra evoluzione come individui. Potremmo dire che il silenzio favorisce l’<b>introspezione</b>, per usare un termine psicologico o psicanalitico.</p>
<p>Se ci spostiamo su un versante relazionale, invece, il silenzio ci apre alla dimensione dell’<b>ascolto dell’altro</b>, ci mostra la bellezza e la potenzialità della <b>comunicazione non verbale</b>: sguardi, gesti, posture, il tono della voce che l’altro sta usando, la velocità o lentezza del suo parlare, se suda, se si mordicchia le unghie…</p>
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<p>Il nostro silenzio di fronte all’altro che parla ci apre un orizzonte di comprensione completamente diverso. Un silenzio attento, e libero da preconcetti e pregiudizi, come se una voce silenziosa ci invitasse “Guarda! Osserva senza giudizio, ascolta senza giudizio”.</p>
<p>Penso al silenzio dell’ascolto nella stanza dell’analisi con i miei pazienti, alle <b>pause</b> che si creano nei nostri dialoghi. Quando, dopo un mio intervento, l’altro fa una pausa di silenzio, capisco che ciò che è stato detto ha centrato un bersaglio, che l’altro ha recepito il messaggio e che questo messaggio, come una freccia, ha aperto una comprensione nuova. Noi psicologi lo chiamiamo <b>INSIGHT</b>: visione interiore. Qui il silenzio è il linguaggio del <b>sentire</b>, della fusione e dell&#8217;<b>empatia</b>.</p>
<p>E’ ciò che porta <b>cambiamento</b>, spinta al cambiamento, cambio di prospettiva.</p>
<p>Allora abbiamo colto nel segno e si crea una atmosfera di vicinanza, di <b>contatto intimo</b> con parti di noi o dell’altro fino a un momento prima sconosciute.</p>
<p>Eric Berne parla in <i>Principi di terapia di gruppo</i> dell’importanza dei primi tre minuti nella stanza dell’analisi. Quei preziosi momenti iniziali in cui la <b>mente sgombra</b>, silenziata, del terapeuta può cogliere meglio i tanti aspetti comunicativi presenti all’inizio di una relazione con i nuovi partecipanti al gruppo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma vale anche per noi: come ci ascoltiamo? Come ci relazioniamo con noi stessi?</p>
<p>Paul Watzlawick e i teorici della comunicazione dicevano che “non si può non comunicare”.</p>
<p>Anche <b>il silenzio è comunicazione</b>. Anche con noi stessi.</p>
<p>Se lo applichiamo alle nostre vite in questo momento di isolamento, può essere foriero di grandi rivelazioni su di noi.</p>
<p>Possiamo approfittare del tempo forte che per il mondo cattolico coincide proprio con questi giorni che conducono alla Pasqua, per fare un <b>“digiuno di parole”</b>. E’ preziosa questa corrispondenza tra un tempo storicamente definito come <b>PASSAGGIO, </b>andare oltre (questo il significato della parola ebraica <i>pesach</i>, Pasqua) e il tempo del nostro restare a casa imposto dall’esterno.</p>
<p>Una restrizione che può diventare un’opportunità. Come ci invita a fare la poetessa milanese Chandra Livia Candiani: una stanza vuota può diventare il rifugio “che ci custodisce e ci rivela tutti interi a noi stessi”. Il suo testo “Il silenzio è cosa viva” parla da sè.</p>
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<p>Teniamo dunque forte il legame con il <b>respiro </b>nel presente, e con gli altri nella nostra mente e mettiamoci in un’attitudine di silenzio e di ascolto dei nostri pensieri, senza giudicarli. E’ il principio della <b>meditazione</b>.</p>
<p>Cosa ci porterà il nostro silenzio?</p>
<p>Sarà interessante condividere con qualcuno di cui ci fidiamo le nostre scoperte, autentiche e uniche.</p>
<p>Buon ascolto dunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>                                                               Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
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