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	<title>Daniela Cristofori | Corso pratico per genitori "disperati"</title>
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	<description>Psicologa, psicoterapeuta,  yoga e arti espressive</description>
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		<title>Amare se stessi ai tempi del COVID</title>
		<link>https://danielacristofori.it/amare-se-stessi-ai-tempi-del-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2020 18:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insieme alla collega Mariavittoria Giusti abbiamo pensato di offrire uno spazio di condivisione  online a un piccolo gruppo di persone,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Insieme alla collega <strong>Mariavittoria Giusti</strong> abbiamo pensato di offrire uno <strong>spazio di condivisione  online a un piccolo gruppo di persone</strong>, con l&#8217;obiettivo di imparare a conoscere le nostre <strong>emozioni</strong> e il modo in cui fronteggiare lo <strong>stress</strong> a cui i tempi attuali della<strong> pandemia</strong> ci costringono.</p>
<p>Amare se stessi  è la valorizzazione delle proprie <strong>risorse interne</strong>, per sviluppare un senso di valore e di sicurezza da mettere al servizio della vita comunitaria e delle <strong>relazioni</strong> a cui teniamo. Un modo per <strong>nutrire i nostri bisogni profondi di connessione interpersonale e affettivi</strong>.</p>
<p>Imparare ad <strong>amare se stessi ai tempi del Covid</strong> significa imparare a <strong>fronteggiare le avversità coltivando emozioni positive</strong>, una risorsa per sé che può diventare risorsa anche per altri.</p>
<p>Un circolo virtuoso che è possibile decidere di attivare, insieme, con la <strong>forza del gruppo</strong>.</p>
<p>Trovate le informazioni per partecipare ed iscrivervi nella locandina. L&#8217;<strong>approssimarsi del tempo natalizio</strong> invita ad una maggiore <strong>intimità con se stessi</strong>; può essere un tempo propizio, questo delicato del Covid, per avvicinarsi alle prossime feste in modo pieno e consapevole, coltivando la propria<strong> intelligenza emotiva</strong>.</p>
<p>Date: 2 &#8211; 9 &#8211; 16 Dicembre 2020, dalle 18.30 alle 20.</p>
<p>Costo del percorso: 140 Euro.</p>
<p>Scrivete a daniela@danielacristofori.it o a giustimariavittoria@gmail.com per fissare un <strong>colloquio conoscitivo gratuito</strong>, necessario per la formazione del gruppo.</p>
<p>Una volta formalizzata l&#8217;iscrizione ed effettuato il pagamento nelle modalità che verranno comunicate, i partecipanti riceveranno un link per collegarsi sulla piattaforma Zoom.</p>
<p>Esiste la possibilità di proseguire gli incontri di gruppo a partire da Gennaio, su temi che potranno emergere in seguito e con modalità da concordare a seconda delle esigenze dei partecipanti.</p>
<p>Vi aspettiamo.</p>
<p>Dott.ssa Daniela Cristofori e Dott.ssa Mariavittoria Giusti</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Fare amicizia con la propria rabbia</title>
		<link>https://danielacristofori.it/fare-amicizia-con-la-propria-rabbia-un-amico-straordinario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2020 09:34:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
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					<description><![CDATA[Se non avessi ricevuto un “bidone” da amici invitati a cena in un sabato sera, a causa di una febbre...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se non avessi ricevuto un “bidone” da amici invitati a cena in un sabato sera, a causa di una febbre improvvisa, non avrei potuto gustare un <b>film fuori dall’ordinario</b> come <strong>“Un amico straordinario”<a href="https://www.youtube.com/watch?v=q7plrMPzYl4">https://www.youtube.com/watch?v=q7plrMPzYl4</a></strong>.</p>
<p>La <b>cautela nelle uscite mondane</b> che <b>l’emergenza sanitaria</b> in atto ci impone, non sempre è svantaggiosa.</p>
<p>Come in questo caso.</p>
<p>Il film<span class="Apple-converted-space">  </span>è un vero <b>elogio della gentilezza e della pazienza verso se stessi e verso gli altri,</b> come lavoro quotidiano sull’emozione della <b>rabbia</b>,<span class="Apple-converted-space">  </span>una rabbia covata da tempo e che è diventata tossica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>E non è solo per la maestria con cui Tom Hanks interpreta un uomo in tarda età che il film ci cattura nonostante i suoi tempi lenti,<span class="Apple-converted-space">  </span>rispetto a quelli<span class="Apple-converted-space">  </span>cui siamo abituati oggi. E’ la mescolanza di linguaggi che ci attrae, linguaggi adatti ai bambini come le parti cantate o l’uso dei modellini plastici delle città. Come a sancire che il tempo si è fermato o che eternamente si ripete. L’esclamazione “Misericordia!” usata da Tom Hanks-Fred Rogers di fronte alle sofferenze altrui è un’altra parola desueta, eppure curativa: ci colloca nella dimensione dell’<b>empatia che muove ad operare, che nel curare l’altro cura noi stessi</b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La lentezza narrativa ci dà infatti il tempo di entrare nei personaggi, di assaporarne la storia, le motivazioni.</p>
<p>C’è un vecchio presentatore televisivo, un giornalista sofferente, non più giovane e neo-padre, un piccolo neonato inconsapevole e tenero, sempre presente, come a dire che <b>la vita si ripete e che va guardata, accarezzata, coccolata, perché è eternamente fragile.</b></p>
<p>Il film parla infatti anche di <b>generazioni a confronto</b>, di <b>ferite tra padri e figli</b> e soprattutto della capacità di un uomo in tarda età, di continuare ad essere PADRE anche per chi figlio biologico non è, un uomo che sente la necessità di guarire la ferita della rabbia per riaccendere la vita, un sorriso, riportare lo sguardo su un futuro possibile: <strong>restare connessi</strong>, anche con le proprie difficoltà.</p>
<p>Non finirò mai di ringraziare la regista Marielle Heller per la delicatezza femminile del suo sguardo: quanti sguardi dei diversi personaggi ci restano impressi, per la forza con cui ci dicono <b>“Ti vedo, esisto per te e tu esisti per me”</b>. Eric <b>Berne, padre dell’Analisi Transazionale, ha parlato di forme di riconoscimento primarie nella relazione di cura</b>, prima fra queste <b>la potenza dello sguardo</b>, che avvia un primo contatto diretto nella relazione e ce ne fa gustare il sapore.</p>
<p>La storia, di Fred Rogers realmente esistito, si apre proprio con lo sguardo di uno straordinario attore e non solo “amico” nel titolo: Tom Hanks. La scena iniziale lo dimostra: lo vediamo entrare in casa sua parlando, cantando, mentre si toglie una giacca, si infila un cardigan con cerniera, si sfila scarpe di cuoio e si infila scarpe con i lacci che allaccia a tempo di musica, con parole che si danno appuntamento con gesti ben precisi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La<b> scuola degli attori americani</b>… che delizia!</p>
<p>E che potente messaggio per <b>imparare a comprendere e gestire la propria rabbia</b>!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il nostro bisogno di strutturare il tempo</title>
		<link>https://danielacristofori.it/il-nostro-bisogno-di-strutturare-il-tempo-isolamento-come-apprendimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 05:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il lungo periodo del lockdown, finalmente la vita è ripresa: stiamo per entrare nella fase 3, la fase più...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il lungo periodo del lockdown, finalmente la vita è ripresa: stiamo per entrare nella <b>fase 3</b>, la fase più delicata.</p>
<p>Abbiamo tutti cambiato di nuovo ritmo, siamo usciti dalle nostre case che ci hanno protetti fino ad ora, per andare fuori, al lavoro, per riprendere più o meno gradualmente ad avere una vita sociale, certo, in modi diversi da prima.</p>
<p>Stiamo affrontando un altro cambiamento  e potremmo provare diverse <b>emozioni</b>: sorpresa, euforia, oppure paura, tristezza, fino ad arrivare all’angoscia.</p>
<p>Il panorama dei nostri mondi interiori è davvero vasto.</p>
<p>Potremmo sentirci euforici e desiderosi di riprendere tutto come prima, come se niente fosse accaduto, armati di instancabile ottimismo come per dimenticare un incubo: fare finta che nulla sia accaduto.</p>
<p>Sigmund Freud l’ha chiamata <b>rimozione</b>: è un meccanismo difensivo importante per la nostra sopravvivenza. Alla lunga, però, può crearci qualche problema.</p>
<p>Io sento che la tentazione maggiore in questa fase è quella di <strong>ricadere nei vecchi meccanismi ripetitivi</strong>: potremmo farci prendere dalla <strong>fretta</strong>, dalla smania di recuperare il tempo perduto durante il periodo del lockdown.</p>
<p>Ma<b> il tempo si perde</b>?</p>
<p>Sono infinite le riflessioni che filosofi, teologi, pensatori di ogni epoca hanno elaborato sul tempo. Io scelgo di ascoltare due voci tratte dalla letteratura. Una di queste è tratta dal libro<strong> “Momo”, di Michael Ende</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><i>“Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano, ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. <strong>Questo mistero e’ il tempo</strong>. </i></span><span style="color: #800000;"><i>E</i><i>sistono calendari e orologi per misurarlo, misure di ben poco significato perche’ tutti sappiamo che, talvolta, un’unica ora ci puo’ sembrare un’eternita’, e un’altra invece passa in un attimo… dipende da quel che viviamo in quest’ora.</i></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><b><i>Perche’ il tempo e’ vita. E la vita dimora nel </i></b><strong><i>cuore.”</i></strong></span></p>
<p>Ma cosa significa che il tempo, la vita dimora nel cuore?</p>
<p>Mi viene in mente un altro personaggio che ci puo’ aiutare a comprendere il significato profondo del tempo. E questo personaggio è <b>Madama Lumaca</b>, la cameriera della fata turchina, nel libro di Pinocchio di Carlo Collodi.</p>
<p>Pinocchio la incontra molto avanti nella storia. Ne ha già combinate di tutti i colori: è stato derubato dal gatto e la volpe, impiccato e resuscitato dalla fatina, è stato messo a fare la guardia come un cane alla catena, ha rischiato di essere arrestato e accusato di aver quasi ammazzato un ragazzino… e nella sua fuga, in uno dei tanti attimi di pentimento, arriva alla casa della fata di notte, con la pioggia e con la sua urgenza di vederla, affamato, pentito.</p>
<p>A questo punto entra in scena Madama Lumaca, che si affaccia alla finestra con un lume sulla testa: “Scendo” annuncia, eppure per scendere un piano ci mette quattro ore; si riaffaccia, annuncia di essere in arrivo, ed eccola affacciarsi al piano terra solo al mattino. Diciamolo: circa 8 ore per arrivare ad aprire la porta! A quel punto offre una colazione al burattino tutto bagnato e infreddolito che lui, tutto smanioso, comincia a divorare…salvo scoprire che era cibo di gesso!</p>
<p>Ma che significa che il cibo e’ di gesso?</p>
<p>A me sembra che il <b>momento della lunga attesa</b> di Pinocchio fuori dalla porta della casa della fata, imposta dalla lentezza di Madama Lumaca, (<i>“io sono una lumaca e le lumache non hanno mai fretta”</i>) sia <b>un invito a fare memoria</b>, a prendersi del tempo per <b>lasciare depositare i ricordi</b>, <b>rivedere e riconoscere i propri errori, lasciare che nascano nuove decisioni.</b></p>
<p>E poi: il cibo di gesso. Il gesso è un materiale che prende forma rapidamente, si secca in fretta. Se pensiamo in termini di cura, il gesso serve per <b>proteggere da ulteriori traumi</b>, per <b>dare tempo alle fratture di saldarsi</b>.</p>
<p>Offerto come una colazione da portare al palato, sembra significare la voglia di scatenare un disgusto per tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento, come a voler sancire <b>un prima e un dopo che sia impresso nel corpo </b>del burattino: forse di li’ in avanti potra’ distinguere il cibo buono, nutriente per crescere, da quello non buono.</p>
<p>Invece sembra che Pinocchio non abbia imparato nulla, che quella notte passata ad attendere sotto la finestra della fata, non abbia portato ad una crescita: lui è ancora un burattino, ancora attende che a manovrarlo sia sempre qualcun altro. Di lì a poco incontrerà Lucignolo, e sappiamo come andò.</p>
<p>Solo l’essere disposto a perdere la sua vita per salvare quella di suo padre, farà di lui un bambino vero, farà nascere in lui un cuore:</p>
<p style="text-align: center;"><i>“Perche’ il tempo e’ vita e la vita dimora nel cuore”.</i></p>
<p>Anche <strong>Eric Berne</strong>, padre dell’Analisi Transazionale, <strong>ha parlato del tempo</strong>; ci dice che tra i bisogni fondamentali dell’uomo c’e’ una vera e propria <strong>fame di strutturazione del tempo.</strong> Ha elencato sei modi che noi usiamo per strutturare il tempo: tra questi c’è anche <strong>l’isolamento</strong>. Non intendeva quello che abbiamo sperimentato noi: quello ci e’ stato imposto dall’esterno, dall’alto, come se a farlo fosse stato un grande Genitore Normativo. Quello ci fa paura.</p>
<p>L’isolamento a cui si riferisce Berne e’ invece scelto dal soggetto e corrisponde a bisogni specifici: il <strong>bisogno di dialogo interiore con se stessi</strong>, <strong>di centrarsi, di intimità con se stessi.</strong> In questi momenti di isolamento il  silenzio e la meditazione ci possono permettere di rielaborare stimoli e ricordi in modo decontaminato, lontano  dal chiasso della folla e delle comuni convinzioni.</p>
<p>Quindi, a differenza di Pinocchio il burattino, in quanto uomini e donne vere <strong>possiamo farci qualche domanda:</strong> cosa abbiamo imparato dal tempo di isolamento e dalla quarantena?</p>
<p>Cosa ci portiamo come <strong>risorsa acquisita per ripartire</strong>, per fronteggiare il nuovo che ci attende senza ricadere nei vecchi errori?</p>
<p>Vi auguro  gustose riflessioni.</p>
<p style="text-align: right;"><i> Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pillole di psicologia &#8211; pt. 5</title>
		<link>https://danielacristofori.it/pillole-di-psicologia-5-in-collaborazione-con-il-teatro-desidera-oscar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 04:36:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
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					<description><![CDATA[La fine del periodo di lockdown può spingerci a voler recuperare un tempo che sembra perduto. Ma il senso del...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La fine del periodo di lockdown può spingerci a voler recuperare un tempo che sembra perduto. Ma il senso del tempo può essere ritrovato grazie alle parole e ai gesti di personaggi fantastici che sembrano sintonizzati con il pensiero di Eric Berne in Analisi Transazionale circa il bisogno umano di strutturare il tempo. &#8220;IL TEMPO E&#8217; VITA E LA VITA DIMORA NEL CUORE&#8221;.</p>
<p>Buona visione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="PILLOLE DI PSICOLOGIA con D. CRISTOFORI (ep. 5: &quot;Il tempo è vita&quot;)" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/RFcN_kijxZA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fase 2: Alla ricerca dei nostri alleati interni</title>
		<link>https://danielacristofori.it/fase-2-alla-ricerca-dei-nostri-alleati-interni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2020 08:35:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel testo di Mary Goulding “GLI INQUILINI DEL CERVELLO”, impariamo con ironia a liberarci di quei fastidiosi personaggi che, a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel testo di Mary Goulding “GLI INQUILINI DEL CERVELLO”, impariamo con ironia a liberarci di quei fastidiosi personaggi che, a contratto ormai scaduto, ancora vengono a prendersi la scena del nostro palcoscenico interno.</p>
<p>Questi personaggi recitano sempre lo stesso ruolo, ci creano confusione e possono renderci cronicamente infelici.</p>
<p>Nonostante ciò, siamo così abituati a loro, che saremmo tentati di non fare nulla, di adattarci passivamente alla loro presenza. Freud stesso lo sapeva bene, parlò infatti di <b>resistenza al cambiamento,</b> per indicare proprio questo <strong>meccanismo psicologico difensivo</strong>, che ci protegge dal nuovo considerato come pericoloso.</p>
<p>Per questo il testo ci conduce gradualmente a fare la conoscenza dei nostri nemici interni, mettendoci addirittura nei loro panni, ascoltandone la voce e il messaggio che ci portano: così, gradualmente, impariamo a riconoscere che quei messaggi erano forse importanti, ma che è giunta l’ora di cambiarli, perché la loro utilità si è esaurita tanto tempo fa.</p>
<p>Ora che siamo adulti è molto probabile che sia necessario dirci altro, nella nostra mente.</p>
<p>Così <b>comincia la ricerca di altri personaggi da invitare sul palcoscenico della nostra mente, questa volta AFFETTUOSI ALLEATI da evocare quando ci sentiamo in difficoltà</b> e rischiamo di “entrare nel nostro copione” ripetitivo, come diremmo noi analisti transazionali.</p>
<p>Nella sua etimologia alleare significa unire, legare dal latino <i>alligare.</i></p>
<p>Un alleato ci dona un senso di unità, di legame e questo si traduce in un senso di sicurezza: ne abbiamo molto bisogno, soprattutto in questo momento, per affrontare la fase 2!</p>
<p><b>Potremmo rivolgerci alla Poesia o alla Letteratura</b> <strong>per cercarne qualcuno</strong>, magari in un libro che ci ha colpito. Forse ci piacerebbe che il Piccolo Principe di Antoine di Saint Exupery ci facesse compagnia</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-775 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/05/IMG_2530-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;">oppure ci piacerebbe invitare il nonno di Kirikù del film “KiriKù e la strada Karabà”</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-777 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/05/IMG_2384-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/05/IMG_2384-300x225.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/05/IMG_2384.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"> una Fata o un Elfo che <strong>potrebbero portarci questi messaggi</strong>:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong>TI VOGLIO BENE</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong>TU SEI AMABILE</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong>TU VALI E SEI CAPACE DI DIFENDERTI</strong></span></p>
<p>Possiamo anche provare a <b>tornare con la nostra mente a quando eravamo piccoli e a ricordare qualcuno che ci ha profondamente amati, che ci ha fatto sentire al sicuro, protetti:</b></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong>La mamma</strong> che ci diceva <strong>“Ti voglio bene”</strong>,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><strong> lo Zio Giovanni</strong> che sollevandoci in aria ripeteva: <strong>“Se avessi un figlio vorrei che fosse proprio come te!”</strong> ,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"> o la nostra<strong> insegnante di matematica</strong> che ci ripeteva <strong>“Tu vali aldilà del voto”</strong>.</span></p>
<p>E’ un lavoro delicato, rispettoso dei tempi di ognuno, da non fare da soli, ma meglio se accompagnati da qualcuno: perfino Dante affrontò il suo viaggio in compagnia di Virgilio, se lo ha fatto lui…</p>
<p>Infine, se proprio non ci venisse in mente nulla, abbiamo sempre la possibilità di <b>ricordare<span class="Apple-converted-space">  </span>alcune situazioni in cui noi stessi abbiamo voluto bene a qualcuno, lo abbiamo curato, protetto, fatto sentire al sicuro.</b></p>
<p>Ricordiamo le cose che abbiamo detto, i gesti, il tono della voce e le sensazioni che abbiamo provato.</p>
<p>Insomma… usiamo il palcoscenico della nostra mente e raduniamo con cura i nostri alleati affettuosi, i nostri amici:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993300;"><i>“d’ora in avanti questi amici interni, </i></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993300;"><i>che ti vogliono bene, </i></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993300;"><i>saranno con te e nella tua mente nel lungo viaggio della tua vita”.</i></span></strong></p>
<p>Buon viaggio!</p>
<p>Qui trovate <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wv3e8gJJTQ8">https://www.youtube.com/watch?v=wv3e8gJJTQ8</a> in &#8220;Pillola video&#8221;, realizzata in collaborazione con il Teatro Oscar Desidera, l&#8217;argomento di questo articolo.</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Fare amicizia con gli inquilini nel nostro cervello</title>
		<link>https://danielacristofori.it/fare-amicizia-con-gli-inquilini-nel-nostro-cervello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2020 13:37:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando siamo sotto stress, come in questo momento storico, tendiamo in maniera inconscia a ripetere un nostro vecchio copione di...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando siamo sotto stress, come in questo momento storico, tendiamo in maniera inconscia a ripetere un nostro vecchio copione di vita.</p>
<p><strong>Sul palcoscenico della nostra mente potrebbero entrare in scena personaggi poco piacevoli</strong><strong>, che ostacolano il nostro pensiero, i nostri sentimenti e influenzano i nostri comportamenti, verso noi stessi e verso gli altri.</strong></p>
<p>Mary Goulding, analista transazionale attiva negli Stati Uniti negli anni ’70-&#8217;80, nel suo testo <strong>“Gli inquilini del cervello”</strong> ci mette a disposizione un modo divertente per mettere a tacere quegli scomodi ospiti, i nostri <strong>NEMICI INTERNI</strong>, e, al loro posto, invitare a altri personaggi sulla scena, i nostri migliori <strong>ALLEATI INTERNI</strong>.</p>
<p>Provo una intima simpatia per Mary, che non ho avuto il piacere di incontrare, perché dopo aver confessato apertamente di essere stata <strong>depressa</strong> per lunghissimi anni, ha escogitato uno <strong>strumento straordinario per uscirne, usando l’ironia e lo humour</strong>.<br />
Scrive Mary nel testo:</p>
<p><em>“all’inizio della mia formazione come psicoterapeuta, la consegna prevedeva un comportamento assolutamente severo e dignitoso. … non avevo mai sentito che un terapeuta raccomandasse lo humour come strumento terapeutico. (…) Iniziai a studiare Analisi Transazionale con Bob Goulding, allievo di Berne, che possedeva una acuta attenzione all’interlocutore, uno spirito brillante e un forte senso dell’umorismo.(…) Ebbi così l’occasione di sperimentare quali profonde affinità esistano tra una franca risata e il cambiamento di vita. Ridere e cambiare se stessi vanno d’accordo!”</em></p>
<p>Da questo loro incontro nasce prima una collaborazione professionale, poi Mary e Bob nel 1970 si sposano e da allora, nell’ambiente degli analisti transazionali, furono sempre chiamati “i Goulding”. Pubblicarono anche un testo del loro lavoro con i gruppi che si chiama “Il cambiamento di vita nella terapia ridecisionale”.</p>
<p>Durante i suoi seminari terapeutici di gruppo, insieme al marito Bob, Mary ripeteva i <strong>principi teorici di base</strong> del suo metodo:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">tu sei responsabile del tuo comportamento</span><br />
<span style="color: #993300;">tu sei responsabile dei tuoi pensieri</span><br />
<span style="color: #993300;">tu sei responsabile dei tuoi sentimenti</span><br />
<span style="color: #993300;">tu sei responsabile del tuo corpo.</span></p>
<p>E’ <strong>uno spostamento forte dalla passività</strong> di chi si mantiene inconsciamente in uno stato depressivo, <strong>alla posizione attiva e piena di risorse</strong> di chi realizza la sua parte di responsabilità in quello che le accade, cosa tipica del copione inconscio.<br />
In questo approccio tutto incentrato sul concetto di decisione è naturale farsi alcune domande:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">ma se tutto lo decido io, chi nella mia testa, decide cosa scegliere?</span><br />
<span style="color: #993300;">chi crea confusione nella mia mente?</span></p>
<p>La risposta risiede nel come è organizzata la nostra mente, cioè come un vero teatro:</p>
<p><em>“<strong>ogni persona nel suo cervello possiede un intero cast di attori:</strong> eroi e codardi, pensatori e stupidi, collaboratori e orchi. li abbiamo raccolti nei lunghi anni della crescita. siamo così abituati a loro che forse non ci accorgiamo nemmeno di quanto ingombrino. molti magari sono addirittura superflui o addirittura dannosi”.</em></p>
<p><strong>E’ importante imparare a riconoscere questi personaggi,</strong> riconoscerne le voci, i messaggi che ci mandano. Mary ci propone un modo divertente e gentile per liberarcene, o meglio per invitarli ad andarsene:</p>
<p><em>“perché <strong>le loro voci feriscono, e continuano a ferire.</strong> Anche se crescendo ti sei talmente abituato alla loro presenza, da non poter neanche pensare a una vita felice senza di loro.”</em></p>
<p>Eppure le ferite che queste voci ci causano <strong>possono renderci cronicamente tristi, arrabbiati, ansiosi, o vergognosi.</strong> Le nostre reazioni a questi “mostri” che recitano sempre la stessa parte <strong>possono crearci una continua tensione e limitare la nostra capacità di pensiero”.</strong></p>
<p>Come prima cosa dunque, con accuratezza e gentilezza, <strong>potremmo cominciare ad affacciarci sul nostro mondo interno</strong>, per conoscere, apprezzare le motivazioni di questi nemici interni. E poi, dopo averli ringraziati per i messaggi che vogliono portarci, <strong>congedarli.</strong></p>
<p>Vedremo in seguito come invitare i nostri alleati.</p>
<p>Per ora, alleniamo la nostra fantasia, muniamoci di una buona dose di umorismo e compassione, prepariamo l’entrata in scena dei sostituti buoni, e cominciamo la cacciata dei fantasmi: un po’ come nel film “Ghostbuster”.</p>
<p>Con grande pazienza; in fondo qualcuno disse molto tempo fa:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">“AMATE I VOSTRI NEMICI”.</span></p>
<p>Buono spettacolo!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniela Cristofori, </em><em>psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pillole di psicologia &#8211; pt. 3</title>
		<link>https://danielacristofori.it/pillole-di-psicologia-3-in-collaborazione-con-il-teatro-desidera-oscar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 14:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi transazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[In questo video andiamo a conoscere GLI INQUILINI DEL CERVELLO, un testo che con ironia e humor ci aiuta a...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo video andiamo a conoscere GLI INQUILINI DEL CERVELLO, un testo che con ironia e humor ci aiuta a liberarci di personaggi fastidiosi che ostacolano il nostro benessere psicologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="PILLOLE DI PSICOLOGIA con D. CRISTOFORI (ep. 3: &quot;Gli inquilini del cervello&quot;)" width="1060" height="596" src="https://www.youtube.com/embed/xxFYj5LK2bE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Liberi di cambiare il proprio copione</title>
		<link>https://danielacristofori.it/liberi-di-cambiare-il-proprio-copione-il-lockdown-come-opportunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 06:06:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stiamo vivendo una situazione di privazione della libertà che non ha precedenti. Uno dei valori fondanti della nostra civiltà moderna,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo vivendo una situazione di privazione della libertà che non ha precedenti. Uno dei valori fondanti della nostra civiltà moderna, <b>la LIBERTA’</b>, è fortemente limitato a causa di un virus.</p>
<p>Il tempo a casa è molto, <b>la routine</b> quotidiana al limite della sopportabilità. Le relazioni ridotte ad una modalità bidimensionale da uno schermo che ci separa e nello stesso tempo ci tiene uniti gli uni agli altri.</p>
<p>Mai come ora siamo grati alla tecnologia che ci consente di mantenere il contatto con il mondo, con gli altri.</p>
<p>Così coltiviamo le relazioni e i nostri interessi forse come non mai, visitiamo musei virtuali del più sperduto angolo di mondo, impariamo ogni genere di arte da tutorial visti su internet, eppure… ci accorgiamo anche di quanti <b>comportamenti ripetitivi</b> ci contraddistinguono. I gesti tanto familiari delle persone con cui viviamo ci appaiono sotto una lente ad ingrandimento. Talvolta ci sembrano insopportabili, oppure, se viviamo soli, ci scopriamo per certi versi insopportabili a nostra volta.</p>
<p>Ora che abbiamo la possibilità di osservarci, in questo strano silenzio, in questa inusuale lentezza, forse siamo giunti alla conclusione, dopo più di un mese, che alcuni dei nostri <b>schemi comportamentali</b>, delle nostre <b>reazioni emotive</b>, in questa situazione di emergenza, ci sembrano assurdi e desidereremmo <b>cambiarli</b>. Forse, senza volerlo, ci scopriamo a pensare che vorremmo uscire da questa situazione trasformati, modificati.</p>
<p>Questi schemi comportamentali ripetitivi, questi modi di reagire alle situazioni, che ormai conosciamo bene e che vorremmo forse cambiare perché non ci soddisfano più, secondo l’<b>Analisi Transazionale </b>si chiamano <span style="color: #993300;"><b>COPIONI DI VITA</b></span>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-744 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2024-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2024-300x222.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2024.jpg 651w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Cos’è un copione per Eric Berne?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">«un piano di vita inconscio».</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><i>«un piano di vita che si basa su di una decisione presa durante l&#8217;infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli avvenimenti successivi, e che culmina in una scelta decisiva». </i></span></p>
<p>Questo complesso concetto è il cuore della teoria di Berne, sottolinea l’<b>aspetto<span class="Apple-converted-space">  </span>decisionale</b> nella nostra vita e il fatto che, essendo preso in giovanissima età, rimane attivo in maniera automatica e ripetitiva, è inconscio.<span class="Apple-converted-space">  </span>Essendo basato su una <b>strategia di sopravvivenza</b> utile in quel momento, esso <b>si attiva quando siamo stressati</b>, stanchi, ci sentiamo minacciati o sotto pressione: noi analisti transazionali diciamo allora che “entriamo nel nostro copione”.</p>
<p>In questa situazione di emergenza è facile ricadere nel proprio copione, dove ci sono eroi, eroine, personaggi buoni e cattivi, protagonisti e comparse. Forse ci scopriamo a <b>recitare sempre la stessa parte</b>, a provare sempre le stesse <b>emozioni negative</b>:</p>
<p>sono sempre quello che si arrabbia?</p>
<p>sono sempre quello che si lamenta?</p>
<p>sono sempre quello che si deprime?</p>
<p>penso sempre che il virus (le difficoltà) ce l’abbia con me?</p>
<p>La buona notizia è che, con una buona riflessione e un buon lavoro su di noi, <b>possiamo</b> <b>decidere di non ripetere un copione</b> che abbiamo deciso tantissimo tempo fa. Ora siamo adulti, ora le nostre condizioni di vita sono cambiate e anche le persone che ci circondano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-743 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2023-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2023-300x164.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_2023.jpg 620w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Come un attore che recita più personaggi, <b>possiamo decidere di cambiare ruolo</b> o altri aspetti del nostro copione.</p>
<p>Anche questo è un modo per esprimere la nostra libertà: darci il tempo di pensare e di scegliere consapevolmente come agire emotivamente e psicologicamente al cambiamento in atto nella nostra vita.</p>
<p>Una possibilità che la vita ci offre e che possiamo cogliere in modo creativo.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">“Tutto il mondo è un <strong>teatro</strong> e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti”.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;"><i>(William Shakespeare, Come vi piace)</i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ascoltare il silenzio: La comunicazione non verbale</title>
		<link>https://danielacristofori.it/ascoltare-il-silenzio-la-comunicazione-non-verbale-ai-tempi-del-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 08:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e pratiche]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ passato  poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ passato<span class="Apple-converted-space">  </span>poco più di un mese dal primo decreto di chiusura dell’Italia, delle attività lavorative (ad eccezione di quelle legate all’emergenza sanitaria e ai beni di prima necessità) e della libera circolazione delle persone.</p>
<p>Siamo in i<b>solamento</b> a casa, e il tema della distanza di sicurezza è diventato di primaria importanza.</p>
<p>Dopo un primo spaesamento iniziale e una reazione creativa con persone affacciate ai balconi a cantare, ballare, applaudire, avverto adesso una specie di “spegnimento” esteriore.</p>
<p>Contemporaneamente sperimento io stessa una situazione paradossale: nel mio isolamento piano piano sta ricreandosi lo stesso vortice di impegni che caratterizzavano la mia vita di “prima”: alle 10 iniziano le call con i pazienti, poi ci sono i parenti da chiamare tutti, quelli che stanno male, quelli che stanno così così, gli amici che lavorano in ospedale… e poi le video conferenze di lavoro, con gli amici, la lezione di pilates su youtube, il corso di cucina per imparare ad impastare, i lavori di casa…figli e mariti o compagni che chiedono più attenzione che mai.</p>
<p>E in poco tempo non vediamo l’ora di andare a dormire la sera, per poi ricominciare così il giorno dopo.</p>
<p>E’ una situazione che accomuna noi terapeuti alle persone con cui lavoriamo, che comprendiamo bene, vivendola noi stessi in primis.</p>
<p>Ecco, forse da qualche parte sta prendendo forma la stessa ingiunzione a SFORZARCI diremmo in <b>Analisi Transazionale</b>, a fare tanto, sempre, a parlare anche con chi prima non sentivamo mai ( e va bene che sia così), a muoverci tanto, in casa, anche più di prima.</p>
<p>Accanto alla bellezza di tutte queste soluzioni attive e creative, vorrei sottolineare che anche il <b>SILENZIO </b>ha la sua <b>bellezza</b>, e che fermarsi ad <b>ascoltare </b>il silenzio è un esercizio che in questo momento di isolamento potremmo fare, sfruttandolo come <b>opportunità</b>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-720 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-300x158.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-768x405.jpg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506-700x369.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1506.jpg 911w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Un insegnamento zen invita a percepire prima il silenzio tra due note musicali, poi il silenzio delle note stesse.</p>
<p>Gli attori del Living Theatre negli anni 70 amavano entrare in scena, davanti al sipario chiuso, in silenzio e restando immobili a guardare il pubblico in platea per diversi minuti. Ed era interessante notare come la gente in platea manifestasse disagio, cominciasse a muoversi, a farsi domande.</p>
<p>Una bella provocazione.</p>
<p>Che rapporto abbiamo noi oggi con il silenzio? Etimologicamente Silenzio significa “<b>tacere</b>, non fare rumore”. Ecco, siamo in grado noi oggi di tacere, di restare semplicemente in ascolto?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-719 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-300x200.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505-700x467.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1505.jpg 719w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Per quanto riguarda il rapporto con noi stessi, la pratica del silenzio è una forma altamente comunicativa, una apertura nei confronti del nostro mondo interiore, dei nostri pensieri, desideri, emozioni. Un modo per ascoltare il discorso che continuamente abita la nostra mente.</p>
<p>Difficile. Perché ci spaventa il silenzio, ogni distrazione possibile sembra una difesa per allontanarci da quello spazio, che è invece importante coltivare per la nostra evoluzione come individui. Potremmo dire che il silenzio favorisce l’<b>introspezione</b>, per usare un termine psicologico o psicanalitico.</p>
<p>Se ci spostiamo su un versante relazionale, invece, il silenzio ci apre alla dimensione dell’<b>ascolto dell’altro</b>, ci mostra la bellezza e la potenzialità della <b>comunicazione non verbale</b>: sguardi, gesti, posture, il tono della voce che l’altro sta usando, la velocità o lentezza del suo parlare, se suda, se si mordicchia le unghie…</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-722 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-300x201.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507-700x469.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1507.jpg 716w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il nostro silenzio di fronte all’altro che parla ci apre un orizzonte di comprensione completamente diverso. Un silenzio attento, e libero da preconcetti e pregiudizi, come se una voce silenziosa ci invitasse “Guarda! Osserva senza giudizio, ascolta senza giudizio”.</p>
<p>Penso al silenzio dell’ascolto nella stanza dell’analisi con i miei pazienti, alle <b>pause</b> che si creano nei nostri dialoghi. Quando, dopo un mio intervento, l’altro fa una pausa di silenzio, capisco che ciò che è stato detto ha centrato un bersaglio, che l’altro ha recepito il messaggio e che questo messaggio, come una freccia, ha aperto una comprensione nuova. Noi psicologi lo chiamiamo <b>INSIGHT</b>: visione interiore. Qui il silenzio è il linguaggio del <b>sentire</b>, della fusione e dell&#8217;<b>empatia</b>.</p>
<p>E’ ciò che porta <b>cambiamento</b>, spinta al cambiamento, cambio di prospettiva.</p>
<p>Allora abbiamo colto nel segno e si crea una atmosfera di vicinanza, di <b>contatto intimo</b> con parti di noi o dell’altro fino a un momento prima sconosciute.</p>
<p>Eric Berne parla in <i>Principi di terapia di gruppo</i> dell’importanza dei primi tre minuti nella stanza dell’analisi. Quei preziosi momenti iniziali in cui la <b>mente sgombra</b>, silenziata, del terapeuta può cogliere meglio i tanti aspetti comunicativi presenti all’inizio di una relazione con i nuovi partecipanti al gruppo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma vale anche per noi: come ci ascoltiamo? Come ci relazioniamo con noi stessi?</p>
<p>Paul Watzlawick e i teorici della comunicazione dicevano che “non si può non comunicare”.</p>
<p>Anche <b>il silenzio è comunicazione</b>. Anche con noi stessi.</p>
<p>Se lo applichiamo alle nostre vite in questo momento di isolamento, può essere foriero di grandi rivelazioni su di noi.</p>
<p>Possiamo approfittare del tempo forte che per il mondo cattolico coincide proprio con questi giorni che conducono alla Pasqua, per fare un <b>“digiuno di parole”</b>. E’ preziosa questa corrispondenza tra un tempo storicamente definito come <b>PASSAGGIO, </b>andare oltre (questo il significato della parola ebraica <i>pesach</i>, Pasqua) e il tempo del nostro restare a casa imposto dall’esterno.</p>
<p>Una restrizione che può diventare un’opportunità. Come ci invita a fare la poetessa milanese Chandra Livia Candiani: una stanza vuota può diventare il rifugio “che ci custodisce e ci rivela tutti interi a noi stessi”. Il suo testo “Il silenzio è cosa viva” parla da sè.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-726 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-300x300.png 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514-150x150.png 150w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1514.png 480w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Teniamo dunque forte il legame con il <b>respiro </b>nel presente, e con gli altri nella nostra mente e mettiamoci in un’attitudine di silenzio e di ascolto dei nostri pensieri, senza giudicarli. E’ il principio della <b>meditazione</b>.</p>
<p>Cosa ci porterà il nostro silenzio?</p>
<p>Sarà interessante condividere con qualcuno di cui ci fidiamo le nostre scoperte, autentiche e uniche.</p>
<p>Buon ascolto dunque.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>                                                               Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La physis ai tempi del coronavirus: “nell&#8217;ombra accesa”</title>
		<link>https://danielacristofori.it/la-physis-ai-tempi-del-coronavirus-nellombra-accesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 04:43:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Dall&#8217;immagine tesa vigilo l&#8217;istante con imminenza di attesa &#8211; e non aspetto nessuno:   nell&#8217;ombra accesa spio il campanello...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-704 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-282x300.jpeg" alt="" width="282" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-282x300.jpeg 282w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-768x818.jpeg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-962x1024.jpeg 962w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1322-700x745.jpeg 700w" sizes="auto, (max-width: 282px) 100vw, 282px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Dall&#8217;immagine tesa</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">vigilo l&#8217;istante</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">con imminenza di attesa &#8211;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">e non aspetto nessuno:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">  nell&#8217;ombra accesa</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">spio il campanello</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">che impercettibile spande</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">un polline di suono &#8211;</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">e non aspetto nessuno:</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">fra quattro mura</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">stupefatte di spazio</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">più che un deserto</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">non aspetto nessuno.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Ma deve venire,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà, se resisto</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">a sbocciare non visto,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà d&#8217;improvviso,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">quando meno l&#8217;avverto.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">Verrà quasi perdono</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">di quanto fa morire,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà a farmi certo</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">del suo e mio tesoro,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà come ristoro</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">delle mie e sue pene,</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">verrà, forse già viene</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #993300;">il suo bisbiglio.</span></p>
<p style="text-align: center;">(<em>Clemente Rebora)</em></p>
<h6 style="text-align: right;"></h6>
<p style="text-align: left;">Viviamo un tempo complesso. Per la prima volta nella storia, anche noi terapeuti ci troviamo ad attraversare le stesse esperienze dei nostri clienti: alcuni di noi sono ammalati di <b>coronavirus</b>, altri lo sono stati, altri, i più anziani, sono mancati lasciandoci privi della loro presenza e del loro saggio pensiero. Alcuni hanno perso o perderanno familiari, amici, colleghi.</p>
<p>Penso a questa esperienza del <b>lutto</b>, effettivo o solo temuto, che è trasversale nelle vite di terapeuti e pazienti a livello mondiale, per la prima volta nella storia.</p>
<p>Penso alla nostra preoccupazione e alle protezioni circa il contagio da virus, ma penso anche al potenziale di un <b>contagio emotivo</b> diffuso e a come possiamo contribuire noi terapeuti in questo momento.</p>
<p>Posso partire solo dalla mia esperienza e condividere il mio personale modo di far fronte a questa emergenza.Mi vengono in mente gli strumenti che utilizzo nel mio lavoro:<span class="Apple-converted-space">  </span>L’<b>Analisi Transazionale</b>, la <b>teoria sistemica</b>, l’arte del <b>disegno</b> e del <b>teatro </b>e quella più sottile del <b>respiro</b> e delle <b>posture fisiche</b> appresa nei miei tanti anni di pratica e di formazione con l’<b>Hatha Yoga</b>.</p>
<p>Sembrano strumenti apparentemente distanti tra loro, eppure ciò che li armonizza nella mia visione è la possibilità di attivare la <b>Physis,</b> di entrare in contatto con questa forza, di percepirla e di lasciarla fluire.</p>
<p>Ma cos’è la Physis? E’<span class="Apple-converted-space">  </span>Un concetto comunemente tradotto con “natura”, in senso più esteso “<strong>energia</strong>”, nella filosofia indiana possiamo assimilarlo al “Prana”..</p>
<p><b>Eric Berne</b>, fondatore dell’Analisi Transazionale,<span class="Apple-converted-space">  </span>accenna alla Physis, riprendendola dal pensiero antico greco che la definiva il <b>principio vitale</b> <b>delle cose che si generano e crescono</b>. Berne ne parla così:</p>
<p>“La forza di crescita della natura, che trasforma organismi meno evoluti in organismi più evoluti, fa crescere gli embrioni in organismi adulti, fa migliorare la gente malata, mentre chi è già sano lotta per raggiungere i propri ideali” (Berne, 1968)…</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>Più tardi dirà:</p>
<p>“Una forza che spinge gli uomini a crescere, a progredire, a migliorare” (Berne, 1969).</p>
<p>Un’altra terapeuta, Petruska Clarkson, (1993) affermerà:</p>
<p>“Credo che il <b>compito degli psicoterapeuti e degli educatori</b> ora sia quello di permettere alle persone di <b>entrare in contatto con quella forza</b> che è dentro di loro, allo scopo di facilitare la guarigione e l’autorganizzazione. Il compito dello psicoterapeuta è di <b>riaccendere la fiamma che autoguarisce</b> &#8211; la prima scintilla di physis nella persona.”</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-705 aligncenter" src="http://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-289x300.jpeg" alt="" width="289" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-289x300.jpeg 289w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-768x797.jpeg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-987x1024.jpeg 987w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG_1345-700x726.jpeg 700w" sizes="auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px" /></p>
<p>Prendo questa affermazione come un testimone da portare avanti, mettendomi al servizio di questa forza con fiducia.</p>
<p>In questi tempi in cui si parla di <b>trauma collettivo</b> penso a molti colleghi anche oltre oceano che si occupano di traumi. Al Trauma Center di Boston l’equipe di Van Der Kolk ha introdotto il lavoro con lo <b>yoga</b> e il <b>teatro</b> con i veterani di guerra: i risultati sono eclatanti e scientificamente dimostrati.</p>
<p>In questo tempo di isolamento sociale possiamo appellarci alle facoltà della nostra <b>mente</b>, e nello stesso tempo usare il <b>corpo</b> come uno strumento da allenare per percepire il fluire della forza vitale. Possiamo usare il <b>respiro</b>, di cui ho già parlato, come ponte tra queste due realtà esistenziali. Possiamo entrare nella immobilità del corpo, avendo prima messo a tacere le onde agitate della nostra mente, grazie al controllo del respiro.</p>
<p>Corpo e mente possono dialogare attraverso il respiro e accedere ad uno “stato” di disponibilità pronta ad accogliere la “forza vibrante” della Physis.</p>
<p>Se, per usare la terminologia teatrale di Berne, ognuno di noi ha un suo <b>copione di vita, </b>con personaggi, azioni e diviso in atti, allora possiamo, decidendolo, diventarne <b>attivi costruttori</b>. Possiamo tenere viva questa<strong> luce di vita</strong> mettendoci al fianco di questa forza vitale, che come un Artista a noi sconosciuto va alimentando la nostra storia.</p>
<p>Le circostanze di questa emergenza possono diventare un’occasione per rivolgere il nostro sguardo all’interno di noi e, una volta placate le onde agitate della mente con il respiro, abbandonarci con <b>fiducia</b> al lavoro silenzioso del nostro artista/regista interno. Possiamo, ognuno secondo il suo estro creativo, creare delle <b>aperture al lavoro della Physis</b>, la forza della natura che fa crescere ed evolvere tutte le cose. Che rimane, come nelle parole del poeta, <strong>“nell’ombra accesa”</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></p>
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