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	<title>Daniela Cristofori | I personaggi della nostra mente</title>
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	<description>Psicologa, psicoterapeuta,  yoga e arti espressive</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Feb 2026 15:50:23 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I personaggi della nostra mente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Il teatro della mente è un progetto del Teatro Oscar, da un’idea di Daniela Cristofori, che ha come mission la...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="TextRun SCXW77027139 BCX4" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4">Il teatro della mente </span></span><span class="TextRun SCXW77027139 BCX4" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4">è un progetto d</span><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4">el</span><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4"> Teatro Oscar</span><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4">,</span><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4"> da un’idea di Daniela Cristofori, che ha come mission la diffusione della cultura psicologica ad un pubblico più vasto, utilizzando lo strumento del teatro. Useremo la metafora della </span></span><span class="TextRun SCXW77027139 BCX4" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4">nostra mente</span></span><span class="TextRun SCXW77027139 BCX4" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4"> come </span></span><span class="TextRun SCXW77027139 BCX4" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4">un palcoscenico vivo</span></span><span class="TextRun SCXW77027139 BCX4" lang="IT-IT" xml:lang="IT-IT" data-contrast="none"><span class="NormalTextRun SCXW77027139 BCX4"> sempre pronto per ospitare storie e, insieme a diversi ospiti, ci faremo qualche domanda alla ricerca di risposte capaci di operare un cambiamento per la nostra crescita personale. </span></span><span class="EOP SCXW77027139 BCX4" data-ccp-props="{"> </span></p>
<p><strong>I PERSONAGGI NELLA NOSTRA MENTE</strong></p>
<p><span data-contrast="none">Avete mai pensato che la nostra mente è abitata da personaggi che talvolta creano conflitti? E se noi non fossimo quel “monolite” col quale identifichiamo il nostro Io?  In questa serata possiamo fare amicizia con i diversi personaggi che ci abitano e trovare il modo per farli collaborare nella ricerca della nostra pace e verità interiore. </span><span data-contrast="none">Con Adolfo Ceretti impareremo a conoscere quello che lui chiama il nostro “parlamento interiore”. Non è che a volte ci troviamo invece di fronte a un tribunale?</span><span data-ccp-props="{"> </span></p>
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<p><strong>Martedì 17 Febbraio 2026</strong> ore 20.30 € 18 / 13 / 8</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ARTE: anticorpi per l&#8217;anima</title>
		<link>https://danielacristofori.it/arte-anticorpi-per-lanima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 18:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa possono dire una psicoterapeuta attrice e un comico regista e attore sull’arte? Arte che abita le loro vite da...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><em>Cosa possono dire una psicoterapeuta attrice e un comico regista e attore sull’arte?</em> <em>Arte che abita le loro vite da sempre in forme diverse e che costituisce un terreno comune di interesse e di pratica quotidiana?</em></p>
<p class="p1">Di certo una cosa la possiamo dire, e cioè che non ci sembra possibile disgiungere la parola <strong>arte</strong> dalla parola <strong>incontro</strong>.</p>
<p class="p1">Guardare un quadro, ascoltare una musica, vedere uno spettacolo teatrale nel nostro caso porta lo spettatore ad incontrare parti di sé o di altre persone o altri mondi che non fanno parte della sua esperienza quotidiana. E da questo incontro nasce qualcosa. Nell’incontro c’è un contatto che ha come supporto il corpo. Ma il corpo è anche la casa della nostra psiche, è all’interno del corpo che la psiche nasce e si va formando, e quando parliamo di contatto, di tocco, possiamo parlarne in termini anche psichici. Ci sono autori che parlano di sensazioni somatiche precoci che predispongono i bambini a ricadute psicologiche: per esempio quanto sono stati toccati, accarezzati dalla madre… e questo ci dice di quanto noi abbiamo bisogno dell’altro per svilupparci psichicamente, è l’altro che dà senso a quello che siamo e questo passa dal corpo. Noi sappiamo implicitamente chi siamo, ma ne diventiamo coscienti solo nell’incontro con l’altro, allora nasce un sé psichico.</p>
<p class="p1">Di fronte a un’opera d’arte io incontro l’artista, indirettamente, in modo più o meno velato egli si mostra a me, mi mostra ciò che vede, ciò che sente, ciò che lo ha attraversato, incontro la sua mente, le sue emozioni. Se ci abbandoniamo al mondo dei sensi cui l’arte ci invita, in sostanza entriamo in contatto con l’artista e attraverso di lui anche con noi stessi, con il<span class="Apple-converted-space">  </span>mondo come lui lo vede. Spesso il suo sguardo ci indica strade nuove, che forse non avremmo percorso, in un cammino di continua e progressiva scoperta di chi siamo. <em>Non è la sola cosa per cui valga la pena vivere?</em></p>
<p class="p1">Per come il mondo sta evolvendo ci troviamo oggi di fronte ad un grosso pericolo: che tutto sia predisposto e standardizzato, replicato, controllabile, verificabile, oggettivatile. Ciò che è estraneo a me, diverso da me, lontano da me non lo voglio, mi fa paura, devo difendermi. E così si alzano le barriere dell’isolamento che hanno imperversato durante il COVID ma che continuano più che mai ad invadere le nostre coscienze e le nostre vite, grazie alla tecnologia. E’ come se rinforzassimo il nostro sistema immunitario solo erigendo barriere. Ma il paradosso intrinseco nel funzionamento del nostro sistema immunitario è che per quanto io cerchi di impedire ad estranei di invadermi (batteri, virus, ecc…) riconoscendoli per poi formare degli anticorpi… devo comunque incontrarli. Cioè, per diventare immune devo prima incontrare l’altro: devo entrare in relazione.</p>
<p class="p1">Ecco perché l’arte è importante, perché è un <em>medium</em> per entrare in relazione e relazione è sinonimo di vita.</p>
<p class="p1">L’arte ci tiene vivi, ci dimostra che la vita è davvero, è adesso ed è eterna, è immobile e in movimento, ci scopre a noi stessi. Ci espone al dolore che non vogliamo vedere né sentire, ma facendolo, ci guarisce. Ci salva dalla malattia dilagante dell’indifferenza che è la nuova emergenza sanitaria psichica: indifferenza verso altri popoli dei quali assistiamo alla distruzione totalmente impotenti, inconsciamente complici, sempre invitati come siamo dal nostro benessere a voltare lo sguardo altrove. Ma questo non ci fa bene, non è salutare. <em>Come possiamo lottare contro l’indifferenza?</em> Come possiamo rinforzare il nostro “sistema immunitario psichico”? Così come è bene mangiare pesce, gamberi, tuorlo d’uovo, burro e vitamina A, fare attività fisica, limitare le bevande alcoliche ecc. forse possiamo anche introdurre nella nostra psiche, che si nutre principalmente di relazioni, qualcosa che favorisca un incontro: incontro con aspetti di sé, con la bellezza, incontro con l’altro<span class="Apple-converted-space">  </span>e con la sua storia.</p>
<p class="p1">Questa è la funzione dell’arte. L’arte in tutte le sue forme, la letteratura, il cinema, la poesia, il teatro non è solo un divertimento, anche quando è pura comicità. L’arte favorendo l’incontro, diventa un potente stimolo per la formazione di anticorpi per la nostra anima.</p>
<p class="p1">Frequentate l’arte e sarete vivi e in salute.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #800000;"><em>Daniela Cristofori e Giacomo Poretti</em></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Credere in se stessi</title>
		<link>https://danielacristofori.it/credere-in-se-stessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 16:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
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					<description><![CDATA[Metti una sera di abitudinaria routine guardando un programma in TV mentre prepari la cena. Il programma in questione, un...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Metti una sera di abitudinaria routine guardando un programma in TV mentre prepari la cena.</p>
<p class="p1">Il programma in questione, un cosiddetto &#8220;intrattenimento&#8221;, è famoso in Italia, mescola fortuna e intuito e offre la possibilità di vincere anche discrete somme di denaro. I concorrenti giocano in coppia, discutendo fra di loro e apertamente con il pubblico le motivazioni che li spingono a fare le loro “mosse”, a rifiutare o accettare offerte dall’invisibile “notaio” che accompagna il gioco nel suo svolgersi. Impossibile non parteggiare per loro, non prendere posizione, non criticare eventuali mosse considerate azzardate o addirittura sconsiderate. Ci vuole una buona dose di coraggio per andare in tv e partecipare a programmi così, dove <b>l’emotività</b> in certi momenti va controllata, in altri lasciata libera di esprimersi e di contagiare il pubblico in studio e a casa. Condividere in diretta i giochi della buona e della cattiva sorte non è cosa da poco, perché tutti vorremmo naturalmente vincere e portarci a casa un bel gruzzolo per pagare il mutuo, saldare le ultime rate di un elettrodomestico o di un’auto, mettere al sicuro lo studio dei figli per qualche tempo, o altro. Le motivazioni che spingono chi si candida e si presenta ai provini per questo tipo di programmi sono le più diverse. Anche in base all’età.</p>
<p class="p1">Ecco, quella sera ho potuto con grande piacere e sorpresa assistere alla esibizione di una incrollabile <b>fiducia in se stessi</b>, di una certezza basata sull’ascolto della propria <b>intuizione</b>, di una forma di <b>intelligenza</b> cioè che non si basa su un ragionamento puramente razionale, ma che va oltre la razionalità e non trova altra spiegazione se non quella del “sentire”. Ebbene, quella sera, il concorrente era supportato dal suo partner che lo invitava a riflettere sull’opportunità o meno di accettare le offerte del <span class="s1">“notaio”. Il partner ha esibito</span> una buona dose di <b>razionalità e di conoscenza dei comportamenti umani</b> quando si tratta di denaro in gioco e il concorrente ha dato prova di avere una profonda fiducia in se stesso e nelle sue intuizioni di base, che lo hanno portato a fare alcune scelte sulle quali non è mai tornato indietro. E la sua fermezza gli ha dato ragione, portandolo alla vittoria e alla vincita di una bella somma: l’esplosione di gioia nello studio e in tutti noi spettatori ha confermato il fatto che ognuno di noi  si identifica con il destino di quel concorrente, che la sua vittoria è anche un po’ la nostra, che aver visto un uomo capace di credere di avere un tesoro, lo ha portato effettivamente a trovarlo, a scoprirlo. E questo ha generato e diffuso emozioni positive tutt’intorno.</p>
<p class="p1">Quella sera abbiamo assistito alla rappresentazione di una bella metafora di ciò che potremmo fare se davvero <b>credessimo nelle nostre intuizioni profonde, e in noi stessi</b>, al punto da rischiare tutto e fino in fondo. Solo con la visione di una meta possiamo infatti procedere e trovare le energie per superare i passaggi difficili, solo intuendo la direzione tutte le nostre azioni acquistano senso. Nel caso del gioco è pur vero che la casualità fa la sua parte, ma anche quando giochiamo mettiamo in gioco noi stessi e le nostre credenze,<span class="Apple-converted-space"> </span>i nostri pensieri che rivelano il percorso mentale che ci porta a raggiungere le nostre mete, sia che queste si rivelino vincenti sia che si rivelino diverse dalle nostre aspettative. Ricordiamocelo ogni volta che la sfiducia e i dubbi ci assalgono: guardare oltre l’ostacolo e ricentrarci sulla nostra intuizione profonda fidandoci di lei, può aiutarci a sciogliere le <em>impasse</em> e<span class="Apple-converted-space"> </span>tornare a guardare al futuro con entusiasmo.</p>
<p class="p1">Ne abbiamo tutti un gran bisogno.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #800000;"><em>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Aggiungo una considerazione più strettamente psicologica, poiché quella sera mi è anche sembrato di assistere in diretta ad una teatralizzazione di ciò che in Analisi Transazionale chiamiamo dialogo interno tra le varie parti della nostra personalità, con esito finale positivo. Vedere il concorrente giocare così deciso ad ascoltare la sua intuizione mi ha ricordato l’<b>importanza di energizzare il nostro Bambino Libero positivo</b>, cioè quella parte della nostra personalità capace di stare in intimità, di decidere in modo autonomo e di giocare in modo spontaneo, senza lasciarsi schiacciare dalle voci critiche interne. La figura del partner a supporto del concorrente mi è sembrata simile a quella parte della nostra personalità che in Analisi Transazionale esercita la funzione Adulta, quella che ci riporta al qui e ora della situazione analizzando i problemi con razionalità e calma, ma anche simile ad un Genitore Affettivo positivo poiché incoraggia e supporta con empatia. La figura del notaio invece potrebbe essere assimilabile a quella dei nostri sabotatori interni, quei personaggi un po’ arcigni e scomodi che ci frenano sempre, che ci scoraggiano e frappongono mille ostacoli alla libera espressione della nostra intuizione e spontaneità. Ho pensato alla voce di un <strong>Genitore Critico negativo</strong> o di un <strong>Genitore Affettivo negativo</strong> che con la sua invadenza ansiosa soffoca la nostra libera iniziativa e autonomia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spettacolo &#8220;Il Gigante Egoista&#8221;</title>
		<link>https://danielacristofori.it/il-gigante-egoista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 10:43:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[L’11 e il 24 Giugno 2023, prima ad Albenga e poi a Bergamo, la straordinaria Orchestra La Nota in Più...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">L’<strong>11</strong> e il <strong>24 Giugno 2023</strong>, prima ad Albenga e poi a Bergamo, la straordinaria Orchestra <em>La Nota in Più</em> ha voluto musicare dal vivo la fiaba scritta da Oscar Wilde “Il gigante egoista”. Io e Giacomo Poretti ne siamo stati i narratori, ma quanta emozione nel vedere la cura e la dedizione che i ragazzi e le ragazze con disabilità cognitive di vario tipo insieme ai loro educatori-musicisti hanno messo nel rendere al massimo il senso dello spettacolo: e cioè che è necessario abbattere i muri dei nostri schemi mentali e aprirsi al vento di un cuore che batte anche per gli altri. Solo così anche una nota che sembra stonata, acquista un valore in più, perché condivisa all’interno di un progetto solidale e inclusivo come quello dell’Associazione Spazio Autismo di Bergamo, che fa della Musicoterapia Orchestrale la propria <em>mission</em>.</p>
<p class="p1">Un grande onore e un piacere aver condiviso questa esperienza.</p>
<p class="p1">Grazie per la grande gioia che sapete trasmettere ad un mondo che sembra possedere tutto, ma che ha forse perso il valore fondamentale della solidarietà tra esseri umani.</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;">Testo di <em>Daniela Cristofori</em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;">con <em>Daniela Cristofori</em> e <em>Giacomo Poretti </em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;">In collaborazione con <a href="https://www.oscar-desidera.it/"><em>deSidera Teatro Oscar</em></a> e <em>Centro Spazio Autismo di Bergamo</em></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spettacolo &#8220;Condominio mon amour&#8221;</title>
		<link>https://danielacristofori.it/condominio-mon-amour/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 14:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Da oltre trent’anni, il vecchio custode Angelo svolge il proprio lavoro con dedizione presso la portineria di un condominio della...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p3">Da oltre trent’anni, il vecchio custode Angelo svolge il proprio lavoro con dedizione presso la portineria di un condominio della “Milano-bene”. Chiama gli inquilini per nome, si occupa della spesa dell’anziano Gaspare e delle paturnie della Signora Biraghi. Custodisce le loro chiavi e i loro ricordi. Quand’ecco che irrompe nella sua vita un imprevisto. Caterina, un’affascinante signora attraversa di volata l’atrio, spalanca la porta d’ingresso e si para di fronte a lui per annunciargli che… è licenziato. La sua presenza non è più richiesta e verrà presto sostituito da un’App! Un’App?! Gli azionisti parlano chiaro: bisogna capitalizzare, fatturare e quindi automatizzare.  Tuttavia il buon Angelo non è tipo da farsi intimidire e punta i piedi, in una lotta per la sopravvivenza senza esclusione di colpi.</p>
<p class="p3">L’atrio del nostro condominio si trasforma, d’incanto, in una scacchiera. Ogni giocatore muove i propri pedoni cercando di prevalere sull’altro, ricama le proprie strategie per restare a galla in questa folle corsa che chiamiamo “progresso”. <em>Chi vincerà la partita</em>?</p>
<p class="p3">Lo spettacolo racconta, in un susseguirsi di situazioni comiche e poetiche a ritmo incalzante, l’immensa confusione che vive oggi il mondo del lavoro. <span class="s1">Il lavoro, un mostro a mille teste, tra orari impossibili, nuove e paradossali occupazioni e, sempre più spesso, perdita di contatto con la realtà.</span> In questo mondo incontriamo la giungla degli inglesismi tra rider, smart working, pet sitter, media manager e chi più ne ha più ne metta. Ultimo e non ultimo il grande Convitato di pietra: <b>l’intelligenza artificiale</b>, una sorta di fantasma che sembra un giorno dover seppellire ogni relazione umana e ogni capacità critica. Il tutto è raccontato dal punto di vista di Angelo, il vecchio custode, e Caterina, la donna manager in carriera al servizio della modernità. I due si scambiano di continuo i ruoli divittima e carnefice, in un piccolo condominio, spaccato rappresentativo della nostra vita di ogni giorno.</p>
<p class="p1">Aver interpretato Caterina mi ha restituito la complessità del tema del lavoro per una donna che, scopriremo, si divide tra<span class="Apple-converted-space">  </span>licenziamenti e un figlio che vede pochissimo. L’incontro con Angelo (Giacomo Poretti) le aprirà nuovi orizzonti di senso.</p>
<p class="p1">In scena al <a href="http://www.teatrooscar.it/teatro/">Teatro Oscar di Milano</a> dal <strong>8</strong> al <strong>19 novembre 2023.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://danielacristofori.it/galleria/"><span style="color: #d91c48;">GALLERIA </span></a><span style="color: #d91c48;">&#8211; </span><a href="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2025/10/20250327_COMUNI_A21_01_compressed.pdf"><span style="color: #d91c48;">COMUNICATO STAMPA</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;">Testo di <em>Daniela Cristofori</em>, <em>Giacomo Poretti</em> e <em>Marco Zoppello </em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;">con <em>Daniela Cristofori</em> e <em>Giacomo Poretti </em></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #800000;">Regia di <em>Marco Zoppello</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spettacolo &#8220;Ridere di cuore: il triduo del giullare&#8221;</title>
		<link>https://danielacristofori.it/ridere-di-cuore-il-triduo-del-giullare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 13:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Monologo: “La stanza degli abbracci”. Martedì 3 ottobre 2023, al Teatro Oscar di Milano, insieme a tanti stimati attori e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><i>Monologo: “La stanza degli abbracci”</i>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Martedì 3 ottobre 2023, al <a href="http://www.teatrooscar.it/teatro/">Teatro Oscar di Milano</a>, insieme a tanti stimati attori e comici (<strong>Giovanni Storti</strong>, <strong>Moni Ovadia</strong>, <strong>Lorenzo Maragoni</strong> e <strong>Paolo Cevoli</strong>) per la regia di Paolo Bignamini, ho avuto l’onore di dare il via alla prima edizione di “Ridere di cuore. Il triduo del giullare”, appuntamento di tre giorni con la risata (le altre date il 5 e il 7 ottobre). Si è trattato dell’evento conclusivo della “Heart Week”, settimana di informazione scientifica che il Centro cardiologico Monzino organizza da anni per diffondere i temi della prevenzione cardiovascolare e veicolare pratiche di buona salute a salvaguardia del cuore.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Così sul palcoscenico del Teatro Oscar (via Lattanzio 58/a) ho declinato a mio modo la parola “cuore”, scrivendo e interpretando per l’occasione un testo dal titolo: “<em>La stanza degli abbracci</em>”. Ho potuto così dare voce al cuore di un’anziana signora ospite di una Rsa, che durante il lockdown dovuto alla pandemia da COVID-19, riesce in modo paradossale a recuperare il rapporto con suo figlio Eugenio. Un testo che ha suscitato risate, simpatia e commozione nel pubblico e che mi ha permesso di parlare di un tema a me caro: quello della cura degli anziani.</span></p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-1399 alignright" src="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-6.jpg" alt="" width="45%" height="auto" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-6.jpg 1000w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-6-300x225.jpg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-6-768x576.jpg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-6-800x600.jpg 800w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-6-700x525.jpg 700w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /> <img decoding="async" class="wp-image-1459 alignnone" src="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1.jpeg" alt="" width="50%" height="auto" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1.jpeg 1600w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1-300x200.jpeg 300w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1-1024x684.jpeg 1024w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1-768x513.jpeg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1-1536x1025.jpeg 1536w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/11/Ridere-di-cuore-1-700x467.jpeg 700w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<h5 style="text-align: center;"></h5>
<p>&nbsp;</p>
<h6 style="text-align: center;"></h6>
<p><a href="https://danielacristofori.it/galleria/">Altre Foto</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spettacolo &#8220;La Scatola di Scarpe&#8221;</title>
		<link>https://danielacristofori.it/spettacolo-la-scatola-di-scarpe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 08:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[“La gente ha paura delle scelte drastiche, vogliono sapere che dipende da loro, che è facile. Che puoi riprenderti l’anima...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><i>“La gente ha paura delle scelte drastiche, vogliono sapere che dipende da loro, che è facile. Che puoi riprenderti l’anima in qualsiasi momento, perché è a portata di mano, a casa tua, o dove vuoi…”</i>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">Il <strong>7 giugno 2023</strong>, nella splendida cornice del <strong>Castello di Padernello</strong>, insieme a <strong>Giacomo Poretti</strong> ho avuto il piacere e l’onore di prestare la mia voce per la lettura pubblica di un testo inedito dal titolo: “<em>La scatola di scarpe</em>” di <strong>Bianca Montanaro</strong>.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">L’evento era parte di una rassegna dal titolo <strong>INEDITA</strong>, organizzata da <a href="https://www.incamminati.it/">Teatro de Gli Incamminati</a> all’interno delle manifestazioni per Bergamo-Brescia capitali della cultura 2023.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">“<em>La scatola di scarpe</em>” affronta il tema dell’anima come se fossimo in un reality show.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">Una coppia di sposi di mezz’età, Elena e Roberto, accetta di sottoporsi ad un esperimento come a voler provare che, in un mondo futuro, esisterà la possibilità di privarsi di alcune parti di sé, per non soffrire. La sofferenza dell’uomo è un tema che filosofi, teologi, psicanalisti, scrittori e artisti di varie discipline hanno tentato di esplorare, a cui non è facile rispondere. Ma che sempre affascina ed inquieta. Ecco, se porsi domande provoca una sana inquietudine, allora scrivere questi testi ha ancora senso.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">Aver dato voce al personaggio nato nella mente di una giovane scrittrice è stato un processo simile a quello che accade in una seduta di psicoterapia: stimolare domande portatrici di riflessione e cambiamento. Parole che curano. Fra scrittura, teatro e psicoterapia si riannodano fili importanti ed è sempre bello vedere la meraviglia di questa alchimia in azione.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">Grazie a tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questa bellissima serata.</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1186 size-medium aligncenter" src="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-257x300.jpg" alt="" width="257" height="300" srcset="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-257x300.jpg 257w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-879x1024.jpg 879w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-768x895.jpg 768w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-1318x1536.jpg 1318w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-1757x2048.jpg 1757w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791-700x816.jpg 700w, https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-SCATOLA-DI-SCARPE-scaled-e1697621741791.jpg 1812w" sizes="(max-width: 257px) 100vw, 257px" /></p>
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		<title>Spettacolo &#8220;La Fuga&#8221;</title>
		<link>https://danielacristofori.it/spettacolo-la-fuga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 16:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;E forse davvero non siamo opere d’arte, ma siamo soltanto pezzi di legno di cui non importa niente a nessuno&#8220;....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">&#8220;<i>E forse davvero non siamo opere d’arte, ma siamo soltanto pezzi di legno di cui non importa niente a nessuno</i>&#8220;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">L’<strong>8 giugno 2023</strong>, nella corte di <strong>Palazzo Visconti</strong> a Brignano Gera d’ADDA, insieme a <strong>Giacomo Poretti</strong> ho avuto il piacere e l’onore di prestare la mia voce per la lettura pubblica di un testo inedito, scritto per l’occasione, dal titolo: “<em>La fuga</em>” di <strong>Riccardo Orazzini</strong>.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">L’evento era parte di una rassegna dal titolo <strong>INEDITA</strong>, organizzata da <a href="https://www.incamminati.it/">Teatro de Gli Incamminati</a> all’interno delle manifestazioni per Bergamo-Brescia capitali della cultura 2023.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">Il testo narra di due maschere di legno che per anni hanno vegliato sulle pareti esterne di Palazzo Visconti, che la leggenda vuole essere considerato il Palazzo dell’Innominato. Da qualche tempo sono state spostate all’interno, in fredde teche di vetro. Quando qualcuno decide di liberarle dalla loro prigionia, due di queste, Carlo e Ginevra, insieme da ben 400 anni, si preparano alla fuga. Ma siamo proprio sicuri che la tanto agognata libertà sia ciò che realmente desiderano?</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">La scrittura ironica e leggera del giovane autore tinteggia bene un tema davvero enorme: la libertà.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;"><em>Cosa è</em>? <em>Cosa ci rende più felici</em>? <em>Poter cambiare vita o rimanere accanto a cose, luoghi, persone che conosciamo da tempo e con cui abbiamo costruito un legame affettivo</em>? Domande attuali che riguardano anche ognuno di noi e che, grazie alla voce di Ginevra, la maschera che ho interpretato, prendono corpo e ci fanno riflettere sul senso dei legami e sul nostro valore intrinseco, come persone uniche ed irripetibili.</p>
<p class="Corpo" style="text-align: justify; text-justify: inter-ideograph; line-height: 150%;">Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto, per una bellissima opportunità creativa e, a suo modo, terapeutica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><i>Daniela Cristofori, psicoterapeuta e artista</i></p>
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<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1187 size-medium" src="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2023/10/LA-FUGA-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></p>
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		<title>Funeral Home: una commedia per riflettere sulla morte</title>
		<link>https://danielacristofori.it/funeral-home-una-commedia-per-riflettere-sulla-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 12:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppie e Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[daniela cristofori]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[funeralhome]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Poretti]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[teatro oscar milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quasi due anni di pandemia da COVID-19, ho sentito l&#8217;esigenza di trattare il tema della morte, fonte di grande...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quasi due anni di pandemia da COVID-19, ho sentito l&#8217;esigenza di trattare il tema della morte, fonte di grande e diffusa paura in questo lungo periodo post-emergenza. Insieme a Giacomo Poretti abbiamo portato in scena al teatro Oscar di Milano una divertente e a tratti commovente commedia, in cui una coppia di anziani sta recandosi ad un funerale.</p>
<p>Per tanti motivi sono affezionata a questo lavoro, che mi ha vista in scena in prima persona, a cimentarmi con l&#8217;ardua e meravigliosa arte dell&#8217;attore. Per me è stata una grande sfida e, seppure il debutto sia avvenuto il 10 dicembre 2021, solo ora sento di poterne scrivere, a cose fatte. Solo ora posso fermarmi e riflettere, dopo il successo di pubblico che ci ha confortato e rassicurato per il coraggio di parlare di questi temi con il garbo e la discrezione che meritano. E chi poteva affrontare meglio il tema, se non un&#8217;anziana signora, Rita, dall&#8217;alto della sua età e con la libertà che caratterizza chi ormai ha già visto e conosciuto molte cose? Chi, se non una donna prossima al distacco definitivo?</p>
<p>Insieme al marito Ambrogio, Rita imbastisce una danza di argomenti che si giocano nell&#8217;intimità e nell&#8217;affetto giocoso di una coppia che sta insieme da una vita e che, nonostante i litigi, si prepara a separarsi. E, la separazione definitiva con la morte, è stato il tema che il COVID ci ha in qualche modo sbattuto in faccia senza tanti complimenti, nonostante i nostri continui evitamenti.</p>
<p>Ecco allora il senso di uno spettacolo che vuole &#8220;ricomporre&#8221; e dare dignità al tema del salutarsi correttamente, un omaggio a chi non ha potuto farlo durante la prima emergenza, e anche dopo. Uno spettacolo teatrale, dal vivo, in presenza, nel qui e ora del buio della sala gremita di gente.</p>
<p>Solo il teatro è capace di svelare, a chi assiste dal vivo in platea e a chi vive sulla scena, parti sconosciute di noi stessi. In questo sta la sua grandezza e il motivo per cui ne faccio uno strumento sempre più potente nel mio lavoro come terapeuta. Ora ne ho sperimentato l&#8217;effetto vivificante anche come attrice, tornando a una pratica iniziata in gioventù e poi abbandonata per lungo tempo.</p>
<p>&#8220;Funeral home&#8221; è tornato al teatro Oscar di Milano dal 20 al 23 aprile del 2022.</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="https://danielacristofori.it/galleria/"><span style="color: #d91c48;">GALLERIA</span></a></p>
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<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/nWvZBzXgN7s?si=F6HW95lsfQKII4fW" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>La fatica da pandemia</title>
		<link>https://danielacristofori.it/la-fatica-da-pandemia-una-fessura-per-guardare-ai-nostri-bisogni-di-sopravvivenza-psicologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 22:05:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cura di sè]]></category>
		<category><![CDATA[alberto burri]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[daniela cristofori]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[fatica]]></category>
		<category><![CDATA[introspezione]]></category>
		<category><![CDATA[maratona]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[pandemic fatigue]]></category>
		<category><![CDATA[piramide di Maslow]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[rallentare]]></category>
		<category><![CDATA[senso di efficacia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sento il bisogno di riflettere sul tema della fatica. Quella che sto facendo io, che sento nelle persone con cui...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Sento il bisogno di riflettere sul tema della <strong>fatica</strong>.</p>
<p class="p1">Quella che sto facendo io, che sento nelle persone con cui lavoro, che si avverte a livello sociale e istituzionale.</p>
<p class="p1">La fatica che viene dopo più di un anno dall’inizio della pandemia. La cosiddetta <strong>Pandemic fatigue</strong>.</p>
<p class="p1">Se ripenso a questo anno penso alle emozioni della <strong>prima ondata</strong>, la <strong>paura</strong> ma anche la voglia di resistere, come per una sfida in una gara che pensi di ultimare in fretta, bruciante. Ci siamo impegnati tutti al massimo, scoprendo <strong>capacità di resistenza</strong> nascoste, voglia di incoraggiarci, di starci vicini nel dolore per le numerose perdite, per i lutti, per la mancanza di lavoro.</p>
<p class="p1">L’estate scorsa ci siamo riversati per le strade e sulle spiagge, pensando che fosse finita. Non avevamo vinto la gara, sapevamo nel nostro intimo che era solo una tregua, ma non ci interessava, era più importante riposare, riprendere una vita il più possibile normale.</p>
<p class="p1">Invece, in autunno, la <strong>seconda ondata</strong> ci ha colti impreparati. Pensavamo fosse finita, invece è iniziata <strong>una lunga maratona</strong>, per la quale non eravamo allenati. E’ molto diverso allenarsi per i 200 metri o per una maratona.</p>
<p class="p1">Se pensiamo alla differenza fisica degli atleti capiamo che i primi puntano sulla potenza bruciante, i loro muscoli sono poderosi e scattanti. I secondi sono esili, leggeri, il loro fisico deve poter reggere lunghe distanze e la fatica di una marcia che avrà momenti fisiologici di rallentamento e poi di ripresa. Bisogna conservare le energie per il momento in cui mancherà un solo chilometro al traguardo: lì non possiamo sbagliare. Dovremo scattare fino al nastro finale.</p>
<p class="p1">Ma passato l’autunno, e ormai anche un inverno in cui ci siamo ritrovati immersi in una <strong>terza ondata</strong> di contagi, ecco che la fatica per lo sforzo prolungato, per una maratona strana, che continua a spostare il suo traguardo un po’ più in là, emerge in modo sempre più chiaro.</p>
<p class="p1"><strong>Dobbiamo rallentare</strong>, anche fermarci, a tratti. Come l’uomo nell’immagine.</p>
<p class="p1">Questo fermarsi e riprendere fiato,<strong> respirare</strong>, rallentare, ripiegarsi su di sé, rivolgersi alla terra per trovare ancoraggio, sicurezza, è ciò che provo in questo momento.</p>
<p class="p1">Ho bisogno di sostare: me ne rendo conto perché è il mio corpo che me lo dice. Con il suo bisogno di sonno, di ritmi regolari, di una alimentazione semplice (invece che farmi tentare dalle “consolazioni” dolci o alcoliche) e anche, soprattutto, con il suo<strong> bisogno di silenzio</strong>.</p>
<p class="p1">Penso allora alla fatica che incontro nelle persone con cui lavoro, legata all’imposizione di lavorare da casa, di fare scuola da casa.</p>
<p class="p1">Le nostre case si sono trasformate in aule scolastiche e in uffici, con la differenza che non hanno gli spazi adeguati. La convivenza di così tante attività nello stesso luogo porta ad attriti prima sconosciuti, fa emergere conflitti riattivati dai nostri istinti primari: abbiamo bisogno di spazi personali, di una distanza, si, per la nostra sopravvivenza anche psicologica.</p>
<p class="p1">Ho riguardato spesso la <strong>piramide dei bisogni di Maslow</strong> in questo periodo e constato che siamo regrediti al soddisfacimento dei puri bisogni di sopravvivenza fisiologica, in parte e con fatica tentiamo di nutrire quelli affettivi e di appartenenza, i nostri bisogni sociali e di sopravvivenza psicologica. La necessità di mantenere le distanze per motivi igienico-sanitari ha assottigliato  questa fetta della piramide.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-839 aligncenter" src="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2021/03/LaPiramideDiMaslow-1-e1486743145963-300x154.jpg" alt="" width="327" height="168" /></p>
<p class="p1">Così, non ci resta che mangiare, bere, dormire bene, camminare all&#8217;aria aperta. Penso al mantra di mio papà, scomparso lo scorso luglio a causa del Covid, che amava ripetere: “Mangio, bevo, dormo, non ho dolori: sono un signore”. La sua vita era semplice, questa è la vita degli anziani che stanno bene con poco: avrebbe retto bene questa fatica. Ah, per inciso, dovremmo ricordarci che un giorno anche noi diventeremo anziani.</p>
<p class="p1">Per me che resto, da sopravvissuta insieme a molti altri, per noi che restiamo è fondamentale raggiungere anche il terzo gradino della piramide, assicurarci l’affetto dei nostri cari più vicini e tentare di mantenere il più possibile l’appartenenza con i nostri ambiti professionali, con i colleghi, con gli amici o con il vicinato. Mantenere lo sguardo sul vertice della piramide, sul nostro bisogno di autorealizzazione.</p>
<p class="p1">Non conoscevamo questa fatica, molte cose erano scontate. Ora, rallentando, chinandoci su di noi, <strong>possiamo guardarci dentro</strong>, ascoltarci.</p>
<p class="p1">Fatica deriva da fatis, legato al verbo latino fatisco, cioè “aprirsi, fendersi, screpolarsi”. Fatis è quindi <strong>crepa</strong>, fessura.</p>
<p class="p1">Mi vengono in mente i <strong>cretti di Alberto Burri</strong>: opere straordinarie che riproducono le crepe che si creano nella terra riarsa, screpolata, appunto, affaticata, sfruttata. La terra perde la sua connessione, si separa, sembra quello che rischiamo noi oggi.</p>
<p class="p1"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-841 aligncenter" src="https://danielacristofori.it/wp-content/uploads/2021/03/UNADJUSTEDNONRAW_thumb_123a4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p class="p1">Eppure fermandoci, sostando a guardare le nostre &#8220;<strong>crepe interiori&#8221;</strong>, sono fiduciosa che troveremo la motivazione per andare in cerca dell’acqua, della linfa che possa farci di nuovo ammorbidire, ritrovare connessioni vitali, accogliere nuovi semi, fiorire, come questa immensa primavera.</p>
<p class="p1">Da riguardare, in questo periodo, il film di Kim Ki Duk “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera” del 2003. Una meditazione per immagini sulla natura dell’uomo e la ciclicità del tempo.</p>
<p class="p1">Sostare, fermarsi, è necessario. Per ripartire. &#8220;Non dobbiamo temere la fatica, né combatterla&#8221;, mi ripeto in questo periodo.</p>
<p class="p1">Essa ci è necessaria, comprendo bene che questa fatica mi rimanda il senso del mio sentire, del mio esserci. La fatica che facciamo è ciò che renderà la fine di questa lunga e imprevedibile maratona una <strong>soddisfazione</strong> senza precedenti, alimenterà il nostro <strong>senso di efficacia personale</strong>, di avercela fatta. E comporterà di sicuro una ennesima <strong>trasformazione, </strong>attraverso quella crepa potremo intravedere un&#8217;apertura. Necessaria anch’essa.</p>
<p class="p1">Dunque, buona primavera a tutti. Nonostante la fatica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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